Le hanno ascoltate in tanti le “Note del Sacro Cuore” suonate dall’Orchestra di fiati della Pro Busto in occasione del concerto che si è svolto ieri sera (12 giugno) sul sagrato della chiesa del Sacro Cuore, la chiesa dei Frati. Ma salendo verso il cielo sono state ascoltate da uno spettatore particolare che si sarà beato della bellezza sprigionata dalla sua Busto. A lui, a monsignor Claudio Livetti, prevosto per 22 anni della città, deceduto l’11 giugno, è stato dedicato l’appuntamento musicale.
Realizzato dal Corpo musicale Pro Busto, con la Fraternità dei Frati minori della Parrocchia del Sacro Cuore e con il patrocinio del Comune, il concerto è stato presentato da Federica Segato e diretto dal maestro Franco Conetta. Variegato il programma proposto: Raimondo, Star Wars, I Masnadieri, Semiramide, La boda de Luis Alonso, Il principe Igor e Dama di picche.
Ad aprire la serata è stato il parroco Fra Davide Sironi. «È un regalo che ci fate – ha detto ai musicisti riferendosi al concerto – perché rendete ancora più solenne e gioiosa questa festa del Sacro Cuore».
Il presidente della Pro Busto, Franco Castiglioni, nel dedicare l’evento a monsignor Livetti, peraltro socio del corpo musicale, l’ha ricordato come «una persona semplice, molto precisa, che aveva anche dei momenti veramente simpatici».
E ha condiviso con il pubblico alcuni episodi, tra cui l’abitudine di andare insieme, per la festa di Santa Cecilia, al cimitero a trovare i defunti della Pro Busto. «Una volta – ha rammentato il presidente – monsignor Livetti mi dice “ven chi un momento, ti devo far vedere una cosa”. Mi porta all’interno della chiesa dove ci sono le cripte dei monsignori sepolti a Busto Arsizio e mi fa: “Lo vedi, questo qui è il mio posto, mi raccomando vai lì a controllare che mi mettano dentro di lì».
Ma lunedì Castiglioni non potrà essere presente al funerale e non potrà controllare: e allora ha chiamato a fare la promessa il sindaco Emanuele Antonelli.
«Io non prometto niente: se tu hai fatto una promessa, devi mantenerla, quindi non vai via, rimani, se no – ha detto ironicamente il primo cittadino – fai come tutti i politici che promettono e non mantengono». E ha poi aggiunto: «Stai tranquillo che controlla monsignor Livetti. Conoscendolo controllerà lui e ci farà capire se qualcosa non va bene, come ha fatto in questi trent’anni. Per fortuna quando sono diventato sindaco lui aveva smesso, era andato in pensione, e quindi ho evitato le sue ramanzine che faceva al Te Deum ogni fine anno».
E ha proseguito: «Come sindaco non posso che essere onorato di averlo conosciuto, onorato di aver seguito i suoi consigli. Hai ragione, era una persona eccezionale».