“Da quanto non pioveva così forte?”. “Saranno almeno tre settimane!”. Potrebbe essere questa la conversazione tra due amici che parlano del tempo ai nostri giorni. Le piogge primaverili - e non solo - hanno assunto sempre più frequentemente il carattere di veri e propri nubifragi. Non è solo una sensazione: a confermarlo sono dati oggettivi, come quelli registrati, ad esempio, dal pluviometro collocato in via Marconi a Busto Arsizio.
NUMERI ALLA MANO
Analizziamoli: il 21 aprile scorso sono caduti 19,2 millimetri di pioggia in un’ora e un minuto, con un picco d’intensità di 108 mm/ora; cioè, se il picco fosse durato per tutto il tempo del temporale, i millimetri caduti sarebbero stati 108. Per dare un’idea, in tutto l’anno, mediamente, in provincia di Varese le precipitazioni raggiungono circa i 1.550 millimetri.
Pochi giorni dopo, il 6 maggio, è arrivata un’altra perturbazione e, in poco più di mezz’ora, si sono rovesciati su Busto Arsizio 33 millimetri d’acqua per metro quadrato, con un picco d’intensità di 144 mm/ora. Come dire che basterebbero due giorni di pioggia ininterrotta così intensa per accumulare tutta l’acqua di un anno.
E non è finita qui. A poco meno di un mese di distanza, un altro acquazzone da 55,5 mm in meno di due ore si è abbattuto sulla stessa zona (anche se il picco è rimasto “fermo”, si fa per dire, a 96 mm/ora).
Andando indietro nel tempo, si potrebbero citare anche le piogge di marzo (nei giorni 14 e 15), meno battenti, ma che complessivamente hanno sfiorato i 10 centimetri di acqua accumulata.
Sono dati che fanno impressione, ma a impressionare ancor di più è il cosiddetto “tempo di ritorno” di questi fenomeni, ossia il tempo che mediamente intercorre tra un evento di questa portata e un altro. Bene, una tempesta come quella del 6 maggio si dovrebbe ripresentare ogni 5 anni, quella del 2 giugno ogni 8.
Invece, come si è visto negli ultimi tempi, si tratta di episodi sempre più frequenti e ravvicinati, segno evidente di un cambiamento climatico che porta a ripensare anche alle strategie per mitigarne gli effetti.
Proprio a Busto Arsizio, come già ampliamente raccontato in questi giorni, Alfa sta realizzando alcuni interventi – diffusi e capillari – per evitare allagamenti di strade e sottopassi.