Busto Arsizio - 12 giugno 2026, 16:51

Piogge sempre più violente e ravvicinate: i dati dei nubifragi a Busto Arsizio

Non è solo una percezione: le precipitazioni stanno diventando sempre più intense e concentrate, come dimostrano i dati del pluviometro di via Marconi. Tra aprile e giugno, a Busto Arsizio si sono registrati eventi con picchi fino a 144 mm/ora e accumuli molto elevati in tempi brevissimi. Fenomeni che, secondo i “tempi di ritorno”, dovrebbero essere rari ma che invece risultano sempre più frequenti

“Da quanto non pioveva così forte?”. “Saranno almeno tre settimane!”. Potrebbe essere questa la conversazione tra due amici che parlano del tempo ai nostri giorni. Le piogge primaverili - e non solo - hanno assunto sempre più frequentemente il carattere di veri e propri nubifragi. Non è solo una sensazione: a confermarlo sono dati oggettivi, come quelli registrati, ad esempio, dal pluviometro collocato in via Marconi a Busto Arsizio.

NUMERI ALLA MANO
Analizziamoli: il 21 aprile scorso sono caduti 19,2 millimetri di pioggia in un’ora e un minuto, con un picco d’intensità di 108 mm/ora; cioè, se il picco fosse durato per tutto il tempo del temporale, i millimetri caduti sarebbero stati 108. Per dare un’idea, in tutto l’anno, mediamente, in provincia di Varese le precipitazioni raggiungono circa i 1.550 millimetri.

Pochi giorni dopo, il 6 maggio, è arrivata un’altra perturbazione e, in poco più di mezz’ora, si sono rovesciati su Busto Arsizio 33 millimetri d’acqua per metro quadrato, con un picco d’intensità di 144 mm/ora. Come dire che basterebbero due giorni di pioggia ininterrotta così intensa per accumulare tutta l’acqua di un anno.

E non è finita qui. A poco meno di un mese di distanza, un altro acquazzone da 55,5 mm in meno di due ore si è abbattuto sulla stessa zona (anche se il picco è rimasto “fermo”, si fa per dire, a 96 mm/ora).

Andando indietro nel tempo, si potrebbero citare anche le piogge di marzo (nei giorni 14 e 15), meno battenti, ma che complessivamente hanno sfiorato i 10 centimetri di acqua accumulata.

Sono dati che fanno impressione, ma a impressionare ancor di più è il cosiddetto “tempo di ritorno” di questi fenomeni, ossia il tempo che mediamente intercorre tra un evento di questa portata e un altro. Bene, una tempesta come quella del 6 maggio si dovrebbe ripresentare ogni 5 anni, quella del 2 giugno ogni 8.

Invece, come si è visto negli ultimi tempi, si tratta di episodi sempre più frequenti e ravvicinati, segno evidente di un cambiamento climatico che porta a ripensare anche alle strategie per mitigarne gli effetti.

Proprio a Busto Arsizio, come già ampliamente raccontato in questi giorni, Alfa sta realizzando alcuni interventi – diffusi e capillari – per evitare allagamenti di strade e sottopassi.

Comunicato Stampa