Politica - 09 giugno 2026, 15:06

Assistenza sanitaria ai lavoratori Ue residenti in Lombardia: «Ancora nessun passo avanti, la Regione continua a scaricare sullo Stato»

Il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti critica Regione Lombardia sul tema dell’iscrizione al Servizio sanitario regionale per dipendenti ed ex dipendenti delle istituzioni europee residenti in regione, denunciando l’assenza di interventi concreti e l’attesa di indicazioni nazionali. Astuti accusa la Giunta di immobilismo e chiede un’assunzione di responsabilità per garantire pari diritti e superare una situazione di incertezza che si protrae da tempo

“Sul tema dell'iscrizione al Servizio sanitario regionale dei dipendenti e degli ex dipendenti delle istituzioni europee residenti sollevato oggi in aula dalla Lega, Regione Lombardia è ancora in altissimo mare e lo ha confermato oggi la risposta dell’assessore al Welfare: in assenza di indicazioni nazionali, non si può intervenire in alcun modo” così il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti in merito al question time presentato oggi in aula consiliare sul diritto all'assistenza sanitaria di cittadini regolarmente residenti in Lombardia.

“Non c’è stato nessun passo avanti e ad oggi per i cittadini interessati non cambia proprio nulla – sottolinea il consigliere dem - nessuna iniziativa concreta da parte di Regione Lombardia. La verità è che ancora una volta la Lega cerca di intestarsi una battaglia, ma poi la giunta che governa da oltre trent'anni non è in grado di offrire soluzioni”.

“Regione Lombardia dovrebbe invece assumersi fino in fondo le proprie responsabilità - aggiunge Astuti -. Non basta dire di aver sollecitato il Ministero o attendere un accordo nazionale. Quando ci si trova di fronte a una situazione che rischia di discriminare lavoratrici e lavoratori che vivono stabilmente sul nostro territorio, serve il coraggio di agire. In Toscana, per esempio, in seguito a un pronunciamento del TAR, è stato riconosciuto il diritto all'iscrizione al Servizio sanitario nazionale per queste persone, nel rispetto dei principi di universalità e uguaglianza sanciti dalla Costituzione. La giunta lombarda, invece, continua a nascondersi dietro l'alibi delle competenze statali”.

“È una contraddizione evidente per chi ogni giorno rivendica maggiore autonomia e più poteri per le Regioni – conclude Astuti -. Noi continueremo a chiedere a Regione Lombardia di avere il coraggio di intervenire e di garantire pari diritti a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori interessati, mettendo fine a una situazione di incertezza che si trascina ormai da troppo tempo”.