Riceviamo e pubblichiamo le osservazioni del movimento civico Busto Rinasce dopo l'incontro tenutosi giovedì 4 giugno ai Santi Apostoli.
Ieri sera, ospite del Bar Bottega Migrando, si è tenuto l’AMA di Busto Rinasce dedicato al quartiere Santi Apostoli. Titolo della serata: “Santi Apostoli: oltre i binari o oltre la città?”.
Dal confronto con i cittadini sono emersi diversi temi molto sentiti, su tutti la percezione che esistano più “quartieri” dentro lo stesso quartiere; una conferma della necessità di istituire dei Comitati di Quartiere veri, capaci di rappresentare le voci di tutti. Tra gli altri bisogni emersi, l’incremento dei servizi di prossimità, una maggiore cura del verde, la riqualificazione del Parco Brazzelli, lo stop al rimpallo di competenze tra enti differenti, l’intervento del Comune su alcune aree degradate di proprietà privata, e un maggiore presidio degli spazi e delle strade private a uso pubblico.
Più voci dentro lo stesso quartiere
Il dato politico più netto della serata riguarda il modo stesso di leggere i Santi Apostoli. L’AMA ha mostrato che non basta parlare di “quartiere” come se fosse un blocco unico: dentro i Santi Apostoli convivono realtà diverse, con bisogni e criticità differenti. Ci sono i Santi Apostoli più riconoscibili, che gravitano attorno alle attività di via Genova, ma ci sono anche aree più vicine al Sempione e ai Comuni contigui di Castellanza e Olgiate Olona, passando per gli agglomerati più “laterali”, verso Sant’Anna o i Cinque Ponti, percepiti come meno serviti e meno ascoltati.
«Santi Apostoli ci ha confermato una cosa importante – spiega Salvatore Loschiavo –: ogni quartiere ha più voci. Se la politica guarda la città dall’alto, vede solo dei punti su una mappa. Ma se ascolta le persone, allora scopre rioni, strade e bisogni diversi, che hanno tutti pari dignità».
Comitati di Quartiere veri e rappresentativi
Da questa lettura prende ancora più forza la proposta rilanciata da tempo da Busto Rinasce: istituire Comitati di Quartiere veri, eletti democraticamente e riconosciuti dalle istituzioni. Non organismi improvvisati o tavoli estemporanei convocati alla bisogna, ma strumenti stabili di partecipazione collettiva.
«Servono Comitati capaci di far arrivare all’amministrazione le esigenze reali dei cittadini – aggiunge Loschiavo –. Non solo quelle del quartiere inteso in astratto, ma anche quelle dei suoi rioni, delle sue parti meno visibili, delle zone che spesso non riescono a farsi sentire. La rappresentanza deve essere democratica, riconosciuta e utile».
Servizi, commercio di prossimità e supermercati
Un altro tema rilevante ha riguardato i servizi di prossimità mancanti, che sono venuti meno con il passare degli anni: uno sportello bancomat, le Poste, piccoli esercizi di vicinato dove fare la spesa quotidiana e presìdi utili soprattutto ad anziani, famiglie e persone che si muovono a piedi. È vero che nei dintorni di via Genova e del Sempione non mancano le attività commerciali, ma è altrettanto vero che spostandosi verso Sant’Anna o i Cinque Ponti i negozi diminuiscono sensibilmente, fino quasi a scomparire.
Il confronto ha toccato anche il tema dei supermercati, rispetto ai quali Busto Rinasce ha confermato la sua posizione di buonsenso: «Non si tratta di dire sì o no ai supermercati in modo astratto – osserva Loschiavo –. Si tratta di capire dove servono davvero e quale equilibrio vogliamo costruire. Un quartiere vive se ha servizi vicini, negozi accessibili e luoghi capaci di generare relazioni. Quindi ben venga un supermarket, a patto che sorga dove se ne sente davvero la mancanza».
Verde, panchine e aree degradate
Ampio spazio è stato dedicato al decoro del quartiere, che in alcune zone è considerato un tasto dolente. Per esempio, ci sono aree private nei pressi di via Scisciana e di via del Ponte che destano preoccupazione per le condizioni di degrado in cui versano. E ancora: la pulizia delle strade in generale è considerata insufficiente, soprattutto dopo l’introduzione dei sacchi azzurri; il Parco Brazzelli è stato indicato come uno spazio importante da riqualificare, ma secondo i residenti resta condizionato da un rimpallo di competenze tra Comune e Provincia; nel parchetto di via Genova servirebbe maggiore manutenzione; l’area verde davanti al City Garments è percepita come poco curata, pur essendo uno spazio potenzialmente utile alla vita quotidiana del quartiere. Sono emerse anche segnalazioni legate alla sicurezza, non come allarme generalizzato, ma come richiesta di attenzione dove ci sono buio, incuria o aree poco vissute. Ed è stato infine richiamato il tema delle strade private a uso pubblico, che genera incertezza su manutenzione, asfaltature, illuminazione, fognature e responsabilità.
Insomma, il paragone con la cura e l’attenzione che a quanto pare vengono riservate alle vie del centro è stato sottolineato dagli abitanti dei Santi Apostoli con un misto di frustrazione e rassegnazione.
Per Busto Rinasce, panchine, verde, pulizia, marciapiedi e illuminazione incidono sulla qualità della vita quotidiana. «L’ordinario non è secondario – sottolinea Loschiavo –. È ordinario perché riguarda la vita di tutti i giorni. Una città può parlare di grandi progetti, ma se non cura il verde pubblico, le strade e gli spazi comuni perde il rapporto con la realtà concreta dei cittadini. E riguardo alle aree private degradate, l’amministrazione dovrebbe assumere un ruolo più attivo: un dialogo più proficuo con i privati, progetti di recupero, ma anche ordinanze e interventi sostitutivi se necessario e nei casi previsti».
L’ascolto nei quartieri non si ferma qui
Anche ai Santi Apostoli l’AMA ha confermato il valore del metodo scelto da Busto Rinasce: ascoltare prima di decidere, raccogliere le domande dei cittadini e trasformarle in una base di lavoro pubblico.
«I quartieri non sono la periferia della politica – conclude Loschiavo –. Sono il luogo in cui la politica deve tornare a misurarsi con la realtà. Le decisioni migliori partono da ciò che le persone vivono ogni giorno».
Il percorso AMA di Busto Rinasce proseguirà il 19 giugno nel quartiere di Beata Giuliana e il 30 giugno a San Giuseppe.
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