Cronaca - 05 giugno 2026, 07:17

Lavoro nero nel Varesotto, giro di vite della Finanza: scoperti 33 lavoratori irregolari

Continuano gli accertamenti delle Fiamme Gialle della provincia di Varese per contrastare il sommerso: sotto la lente diversi esercizi commerciali e imprese di numerosi comuni della provincia. Sanzionati 18 datori di lavoro ed espulso un clandestino

Continua senza sosta l’attività delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale Varese a contrasto delle più diffuse forme di economia sommersa, con particolare riguardo al fenomeno del lavoro nero e irregolare.

Nel corso degli ultimi tre mesi, l’azione di controllo svolta dalle Fiamme Gialle di Varese nello specifico settore, si è focalizzata su bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, parrucchieri, imprese agricole e distributori stradali di carburanti ed ha riguardato i comuni di Lavena Ponte Tresa, Laveno Mombello, Luino, Porto Ceresio, Cantello, Malnate, Arcisate, Besozzo, Angera, Ispra, Busto Arsizio, Lonate Pozzolo, Gallarate e Vergiate.

Le posizioni dei lavoratori individuati sono state approfondite sotto il profilo contrattuale, previdenziale, assicurativo e fiscale senza tralasciare la verifica della legittimità del soggiorno sul territorio nazionale dei lavoratori stranieri identificati in sede di accesso come avvenuto nei confronti di un soggetto di nazionalità marocchina risultato essere in stato di clandestinità.  Il lavoratore in questione, a seguito degli accertamenti disposti in materia di immigrazione, è stato accompagnato alla frontiera dello scalo aeroportuale “Guglielmo Marconi “di Bologna ed espluso con volo diretto in Marocco, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Prefettura di Varese, mentre il datore di lavoro è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Varese per reati previsti nel Testo Unico sull’immigrazione.

Nel complesso, i 22 controlli eseguiti hanno consentito di indentificare 33 lavoratori in nero e nei confronti di ben 14 esercizi commerciali è stata avanzata, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Varese, la proposta di adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività, essendo stato riscontrato che più del 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risultava occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro

Gli ulteriori controlli svolti hanno permesso inoltre di documentare, in cinque casi, modalità di corresponsione della retribuzione con strumenti non tracciabili, in violazione delle disposizioni di cui alla L. 27 dicembre 2017, nr. 205, Legge di Bilancio 2018, che ha introdotto l’obbligo per i datori di lavoro e i committenti di corrispondere ai lavoratori la retribuzione con strumenti di pagamento idonei ad assicurarne la tracciabilità o attraverso un intermediario bancario o finanziario.

In ragione delle specifiche violazioni accertate, ai datori di lavoro, sono state applicate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo da un minimo di euro 64.000 a un massimo di euro 321.800. L’attività delle Fiamme Gialle ha lo scopo di perseguire due principali obiettivi: arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nel rispetto della Legge e tutelare i lavoratori, parte debole nei rapporti di lavoro.

Questi ultimi, infatti, accettando di prestare la propria opera in “nero” o in maniera irregolare, rinunciano alle dovute coperture previdenziali e assicurative, con gravissime conseguenze sia sulle legittime aspettative di maturazione dei requisiti pensionistici, sia sulle garanzie in tema di infortuni sul lavoro.

Redazione