Busto Arsizio - 29 maggio 2026, 10:20

VIDEO e FOTO. Vicolo Landriani, biodiversità o abbandono? Gli alberi morti, le api al lavoro, i fiori a due passi dal centro

Panchine sovrastate dalla vegetazione, tavolozza inaspettata, erba alta e ronzii. Ma anche piante prematuramente rinsecchite, un cancello aperto senza indicazioni e una vocazione che non si comprende: in tanti utilizzano lo spazio come area cani, informale

Chi parcheggia in vicolo Landriani, a due passi dal centro e da via Zappellini, uno sguardo lo lancia. Lo indirizza verso l’area verde che, quasi inaspettatamente, si apre sui palazzi che lambiscono, verso nord, via Gavinana e oltre. Lo spettatore vede un cancello solitamente accostato, ma aperto. E un prato, con panchine.

Due passi e ci si trova tra sterpaglie. Cresciute, all'apparenza, senza particolare cura, tanto che le sedute sono abbracciate e attraversate da steli e foglie. La vegetazione sbuca tra un'asse e l’altra. I vialetti, seppure nuovi, iniziano a essere invasi. Trascuratezza?

Il Comune attende la consegna del terreno,  sul quale più o meno la metà degli alberi piantumati è rinsecchita, fra l’altro con sostegni per garantire la stabilità futura delle essenze già criticati da Legambiente (vedi QUI).

Eppure l'esperienza di chi si addentra è piacevole. Fioriture spontanee, profumi, ronzii. Anche prodotti da preziosissime api. Viene da pensare che tanti insetti non aspettassero altro: avere a disposizione un’oasi. Quando la vegetazione era un po’ meno rigogliosa, capitava più spesso di vedere il parchetto utilizzato come area cani informale. Qualcuno arrivava, attraversava il cancello sempre aperto, sganciava il guinzaglio, lasciava che il segugio di turno si sfogasse.

La destinazione dell’area è quella? Non c’è cartellonistica, non ci sono regolamenti segnalati. Solo un varco permeabile. Un miglioramento, rispetto a qualche tempo fa, si registra: sacchetti nei cestini della spazzatura, segnale di una raccolta che prima non c’era. Il resto? Dubbi e fiori, profumi e ronzii, qualche albero morto.

S.T.