Busto Arsizio - 29 maggio 2026, 15:07

A Busto l’azione teatrale “È qui la festa… e la Repubblica” per il 2 giugno al Tempio civico Sant’Anna

Il Comitato antifascista di Busto porta in scena il 2 giugno al Tempio civico di Sant’Anna l’azione teatrale “È qui la festa… e la Repubblica”, un percorso che parte da un’atmosfera di festa per poi incrinarsi davanti all’irruzione della realtà sociale. Tra una telefonata, il richiamo all’articolo 3 della Costituzione e il confronto con disuguaglianze e diritti non garantiti, lo spettacolo segue la trasformazione dei personaggi fino a una riflessione finale sul significato della Repubblica

Il Comitato antifascista di Busto organizza “È qui la festa… e la Repubblica”, azione teatrale in programma il 2 giugno alle ore 18 presso il Tempio civico di Sant’Anna, in largo Angioletto Castiglioni.

Lo spettacolo si apre con un’atmosfera di festa: musica, balli, inviti alla leggerezza e al divertimento. Un momento apparentemente spensierato, che sembra voler mettere tra parentesi tutto il resto. Ma cosa accade quando la realtà irrompe e chiede di essere ascoltata?

La storia prende avvio proprio da questa festa, condotta da un presentatore che cerca di coinvolgere il pubblico in un clima leggero e disimpegnato. A interrompere l’equilibrio è una telefonata: una madre, inizialmente distante e immersa nella superficialità del momento, ascolta la figlia, una giovane studentessa pronta a dormire in tenda davanti all’università per protestare contro il caro affitti e le difficoltà economiche. La svolta arriva con la lettura dell’articolo 3 della Costituzione: il principio di uguaglianza non è solo una parola, ma una promessa ancora da realizzare. La madre comprende, si risveglia e decide di schierarsi.

La festa prosegue, almeno in apparenza, ma qualcosa si incrina. Il conduttore tenta di riportare tutto alla normalità, mentre in scena irrompe un personaggio che rompe gli schemi. Attraverso identità diverse e spesso scomode, emergono realtà troppo spesso ignorate o respinte. Il disagio cresce e il conduttore reagisce con irritazione, chiudendosi al confronto.

Rimasto solo, si interroga. Davanti alla bandiera italiana cerca conferme, ma non le trova. Quel simbolo si trasforma: da bandiera a spazio chiuso, da riferimento a limite, fino a diventare una gabbia. In questo spazio il conduttore è costretto a confrontarsi con ciò che prima non vedeva: privazione, esclusione, mancanza di libertà. Attraverso il richiamo agli articoli della Costituzione, prende coscienza di una verità scomoda: i diritti non sono garantiti a tutti allo stesso modo.

L’azione teatrale non si limita a raccontare una storia, ma pone una domanda diretta: può esistere una vera se non è condivisa? Il 2 Giugno non è soltanto memoria. È responsabilità presente.

Comunicato Stampa