Non aveva mai smesso davvero di correre. Né sulla pista dell’atletica, né nella vita. Giuseppe Petralia, storico volto di Busto Arsizio, si è spento nella serata di ieri, 27 maggio, all’età di 85 anni, compiuti lo scorso 9 marzo festeggiati insieme all’amico di una vita. Lascia la moglie Gianna, che lui chiamava affettuosamente Jenny, i figli Manuela e Dino, quattro nipoti e una comunità che lo ricorda come un uomo capace di trasmettere entusiasmo, disciplina e passione autentica.
«Aveva sempre una battuta pronta e un abbraccio per tutti», racconta la figlia Manuela. «La sua vita era fatta di passioni vere: l’atletica e i minerali». Due mondi apparentemente lontani, ma uniti dalla stessa curiosità instancabile e dalla voglia di andare sempre oltre.
Petralia è stato tra i soci fondatori del Gruppo Amici dello Sport, realtà che sarebbe poi diventata l’Atletica Bustese. Lo sport lo aveva accompagnato fin da giovane: durante il servizio militare faceva parte del gruppo di atletica e quella passione non l’aveva mai abbandonato. Anzi, l’aveva trasmessa ai figli, soprattutto a Manuela, di cui fu il primo allenatore.
«Con lui bisognava sempre dare il massimo», ricorda ancora la figlia. «Diceva che chi ha una dote deve fare il meglio possibile, senza mai accontentarsi». Un principio che Giuseppe applicava prima di tutto a sé stesso, nel lavoro come nella famiglia.
Aveva iniziato come operaio alla Termogel, arrivando negli anni a diventarne socio. Il valore del sacrificio e dell’impegno lo aveva trasmesso anche al figlio Dino, che dopo l’esperienza nell’azienda di famiglia ha aperto una propria attività. «Ci ha insegnato il rispetto per il lavoro e la determinazione», raccontano i familiari.
Ma accanto allo sport e al lavoro, c’era un’altra passione che lo rendeva felice come un ragazzo: la mineralogia. Armato di martello e scalpello, Giuseppe passava ore nelle miniere alla ricerca di minerali da collezionare. Una passione vissuta con entusiasmo contagioso, tanto da diventare anche socio fondatore del Gruppo Mineralogico Bustese. «Andava orgogliosissimo dei suoi minerali, ne aveva di meravigliosi», ricorda Manuela.
Soprattutto, però, Giuseppe Petralia era un uomo profondamente legato alla sua famiglia. Adorava la moglie Jenny, i figli e i nipoti, centro della sua vita e dei suoi pensieri.
La salma riposa alla casa funeraria Ferrario di via Marco Polo. I funerali saranno celebrati domani, venerdì 29 maggio, alle 15.30 nella chiesa di Santa Croce a Busto Arsizio.