Sociale - 24 maggio 2026, 17:52

FOTO. Rotary Ticino, cinquant’anni di idee e servizio: «Un cantiere aperto per cambiare il mondo»

Mezzo secolo di storia, service e amicizia per il Rotary club Busto-Gallarate-Legnano-Ticino, allo Spazio Diodona di Malnate insieme ai club del territorio. Dal racconto amarcord del 1976 di Piero Bagolini alla presentazione del libro del cinquantesimo curato da Flavio Geranzani. L’omaggio a Pietro Cozzi con una borsa di studio dedicata agli studenti di ingegneria del Politecnico. Bagolini ha inoltre donato un dipinto che rappresenta il club come un “cantiere aperto”, simbolo di idee, partecipazione e impegno

Carlo Casavecchia e il governatore Stefano Artese

C’era un’Italia che ballava sulle note di “Ancora tu” di Lucio Battisti, che guardava Sandokan in televisione e che la domenica si ritrovava davanti a “Domenica In”. Ma era anche l’Italia degli anni difficili, del terremoto in Friuli, del disastro di Seveso, delle tensioni politiche e delle Brigate Rosse. È da lì, da quel 1976 raccontato con ironia, memoria e immagini da Piero Bagolini attraverso un filmato amarcord, che il Rotary club Busto-Gallarate-Legnano-Ticino ha scelto di ripartire per celebrare il suo cinquantesimo anniversario.

“Nel ’76 votano anche i diciottenni, Tina Anselmi diventa ministro del Lavoro, nasce Apple 1, Barbapapà entra nelle case degli italiani e il pane costa 450 lire”, ha ricordato Bagolini in un viaggio nel tempo capace di strappare sorrisi e nostalgia. E proprio in quell’anno nasceva anche il club Ticino, destinato a diventare uno dei punti di riferimento del territorio.

La festa allo Spazio Diodona

La celebrazione si è svolta allo Spazio Diodona di Malnate, splendida location immersa in un parco curatissimo, dove oltre 120 soci del gruppo Olona si sono ritrovati insieme ai Rotary Castellanza, Parchi, Malpensa, Saronno e agli amici del Rotary Fréjus.

Un pranzo celebrativo, intrattenuto dallo speaker nonchè presidente Carlo Casavecchia, che ha intrecciato memoria, amicizia e futuro, ripercorrendo le tappe più significative di mezzo secolo di attività: dai service a favore dei più fragili ai progetti dedicati ai giovani, fino alle iniziative internazionali che hanno segnato la storia del club.

Il messaggio del governatore

Il governatore Stefano Artese ha sottolineato la forza di un club capace di restare attrattivo nel tempo. «Un club così numeroso significa che è un club vivo, attrattivo, di grande successo». Ha poi letto il messaggio del presidente del Rotary International Francesco Arezzo: «È un onore congratularmi per il vostro cinquantesimo anniversario. Avete amplificato i valori del Rotary creando connessioni e un impatto duraturo. Unitevi a me nel portare avanti la missione del Rotary: uniti per fare del bene si può cambiare il mondo».

Le origini del club Ticino

A riportare il racconto alle origini è stato Eugenio Colombo, che ha ricordato la nascita del club grazie all’impegno del Rotary Malpensa. «Per la zona di Legnano erano stati presi contatti con l’associazione industriali. Il Ticino nasce dal Malpensa che delega due soci, Colombo e Lucarelli, per dare vita al nuovo club».

Un club che negli anni è cresciuto fino ad arrivare agli attuali 45 soci. «È stato il primo a permettere l’ingresso delle donne», ha ricordato Colombo, sottolineando la capacità del Rotary Ticino di evolversi e guardare avanti.

Il ricordo dei protagonisti

Tra i nomi ricordati durante la giornata anche quello di Vitaliano Valenti, governatore del tempo, citato da Giuseppe La Rocca, governatore da luglio. «In quegli anni si parlava di espansione e della possibilità di organizzare tre club tra Busto, Gallarate e Legnano. È una gioia aver iniziato questo percorso anche grazie a mio padre».

La borsa di studio nel nome di Pietro Cozzi

Tra i momenti più toccanti della celebrazione, il ricordo di Pietro Cozzi, socio prematuramente scomparso e figura molto amata all’interno del club. Per onorarne la memoria, il Rotary Ticino ha istituito una borsa di studio dedicata agli studenti di ingegneria del Politecnico, un’iniziativa che unisce il valore della formazione allo spirito di servizio che da sempre caratterizza il Rotary. «Sui tavoli ci sono poesie dedicate all’amicizia, che incarna perfettamente lo spirito rotariano», ha ricordato il presidente Carlo Casavecchia, sottolineando come questo progetto rappresenti un segno concreto destinato a guardare al futuro e ai giovani talenti. 

Il libro dei 50 anni

Tra i momenti più significativi della giornata anche la presentazione del libro dedicato ai cinquant’anni del club, curato da Flavio Geranzani con il contributo speciale di Giulio Terzaghi.

Un volume che raccoglie interviste, racconti e testimonianze di vent’anni di presidenze. «La memoria è un patrimonio che non può essere dimenticato», ha spiegato Geranzani, ricordando anche l’impegno verso i giovani attraverso il Premio Gavioli dedicato al cinema nelle scuole.

«I ragazzi ci stupiscono sempre: riflettono e si esprimono attraverso un linguaggio che sentono vicino, quello del cinema».

Nel libro trovano spazio anche i service internazionali, come il progetto in Camerun a sostegno dei bambini di un orfanotrofio.

Il club come “cantiere aperto”

A chiudere simbolicamente la celebrazione è stata l’opera realizzata da Piero Bagolini: un olio che raffigura un cantiere in costruzione, scelto come metafora del club.

Un’immagine accompagnata da una dedica che racchiude lo spirito della giornata: il Rotary Ticino, dopo cinquant’anni, è ancora oggi “un cantiere aperto”, dove idee, partecipazione e impegno continuano a costruire il futuro.

«Fondato allora Cinquant'anni fa sui solidi pilastri dei valori rotariani, il club è ancora oggi un cantiere aperto. L'architettura che consente il suo continuo sviluppo e accrescimento si basa sulle idee, sulla partecipazione e sull'impegno di tutti i soci. Il nostro progetto di edificatori di pace e di bene è chiaro e sempre aggiornato, in linea con le reali esigenze della società. Impegno e determinazione innalzeranno sempre più le nostre prospettive per realizzare un mondo migliore, giorno dopo giorno, senza fine».

Stefano Artese, Carlo Casavecchia e Eugenio Colombo

Carlo Casavecchia e Piero Bagolini

Flavio Giranzani ,curatore del libro sul cinquantesimo

Ca copertina del libro sui 50 anni

Laura Vignati