«Dovrebbero autorizzare per legge l’affissione di manifesti con le facce di chi combina questi casini nei locali, così da non far entrare queste persone o quantomeno per tenere alta l’attenzione, consentendo di allertare subito le forze dell’ordine».
La provocazione – «ma per me bisognerebbe farlo davvero» – è di Matteo Sabba, che interviene nella duplice veste di assessore ed esercente. Lo fa dopo la rissa che giovedì sera ha coinvolto una quindicina di persone a Gallarate, partita perché un giovane barista si era rifiutato di servire da bere a quattro persone che gli avrebbero poi sottratto alcuni accendini a mo’ di sfregio. Ne è scaturito un pestaggio che ha coinvolto anche altri colleghi intervenuti per soccorrere il barista.
«È sempre peggio – sbotta Sabba –. È un problema che va risolto. A far casino sono spesso le stesse persone ma la giustizia in Italia, oggi, non consente di mettere in galera chi compie gesti del genere. In qualche modo, però, le attività devono tutelarsi».
Ecco dunque una proposta: «Si autorizzi la pubblicazione sui giornali delle foto di chi compie gesti violenti nei luoghi pubblici a danni di persone o cose, oppure furti o rapine. Così gli esercenti potrebbero far girare le immagini fra di loro o appenderle nei locali. E quando entrano queste persone, si chiamano subito le forze dell’ordine».
Sabba pensa insomma di riproporre in chiave moderna i manifesti con il volto dei ricercati e la scritta «“Wanted” tipici del Far West». Ecco, ma il rischio non è che le strade si trasformino proprio un Far West, con cittadini esasperati che finirebbero per farsi giustizia da soli? «No, perché le attività non hanno mai interesse ad agire in questo modo, ma vogliono solo lavorare in pace. E oggi la situazione non è quella di trent’anni fa: la gente non vuole avere problemi, dubito che ci sia questo rischio».
Sabba è responsabile della delega al commercio e fino a poco fa si occupava anche di sicurezza: «A mio parere è umiliante anche per le forze dell'ordine intervenire in questi casi con la consapevolezza di poter fare ben poco. Certi personaggi devono invece capire che, finché si comportano in questo modo, per loro non deve essere accessibile nessun luogo».
Il bustocco, nella sua esperienza di gestore e titolare di bar e locali, si è trovato a dover fronteggiare atteggiamenti sopra le righe di qualche cliente, fortunatamente senza gravi conseguenze. «In passato – racconta – mi è capitato di dover allontanare fisicamente delle persone. Non tutti però sono grossi, brutti e cattivi come me, c’è chi è magrolino e può avere maggiori difficoltà. E, in questo mondo dove si parla tanto di parità, è inammissibile che una donna o una ragazza non possa gestire da sola un’attività perché deve aver paura di queste situazioni».