Territorio - 20 maggio 2026, 11:00

Bianchino trovato senza vita vicino a casa: tanti dubbi, una certezza

Le proprietarie del gatto, samaratesi, hanno portato il corpicino all’Istituto zooprofilattico di Milano dove sono state rilevate lesioni plurime, probabilmente dovute a mano umana. Il doppio appello: «A eventuali testimoni perché forniscano informazioni su quello che può essere successo. E a quanti hanno animali, gatti in particolare, affinché vadano a fondo in caso di morti sospette»

«L’impressione è che il fenomeno delle violenze sugli animali resti in gran parte sommerso. Anche qui, a Samarate, nelle vie vicino a casa nostra. Di casi ce ne sono stati diversi». La preoccupazione delle sorelle Olivia e Laura Pastorelli è che il caso di Bianchino, compagno di vita da otto anni, trovato morto a inizio maggio in un’area di via Libertà che normalmente non frequentava, sia tutt’altro che isolato. Oltre ai dubbi, però, hanno anche una certezza. Derivante dalla decisione di sottoporre il corpo del felino ad autopsia, all’Istituto zooprofilattico di Milano. «Il responso? Lesioni ossee e agli organi».

Morte violenta, dunque, molto probabilmente causata dall'uomo. Gli esperti hanno anche formulato ipotesi sulla causa del danno: «Ma per ora – puntualizzano Olivia e Laura – non vogliamo scendere nei particolari. Abbiamo lanciato un appello, anche sui social, chiedendo di essere contattate da chi può avere visto qualcosa. Se evitiamo di dare fin da subito indicazioni precise, abbiamo un primo strumento per distinguere eventuali segnalazioni affidabili, compatibili con il risultato dell'autopsia, dalle altre».

I testimoni, se ce ne sono, possono fare ricorso all’e-mail perbianchino@gmail.com. Intanto, Olivia e Laura ricostruiscono: «Bianchino era solito uscire e girare in luoghi noti, che conosceva da tempo. Aveva i suoi orari, non passava mai la notte fuori. Quando non lo abbiamo visto tornare, la sera dell’1 maggio, ci siamo messe in cerca. Lo abbiamo trovato solo la mattina dopo, morto, in un’area che di solito non frequentava. Per arrivarci da solo, avrebbe dovuto superare degli ostacoli, un cancello chiuso… Improbabile, viste le sue condizioni».

Molto non torna, dunque, tanto che le sorelle hanno già fornito informazioni alle Forze dell’Ordine e formalizzeranno una denuncia. «Il maltrattamento degli animali è reato – ricordano – quindi, se possibile, bisogna cercare di andare a fondo. Anche i costi di un esame come quello eseguito su Bianchino non sono esorbitanti. In generale, occorre contrastare un fenomeno in gran parte sommerso, impossibile da mettere a fuoco se non si denuncia».

Quanto insidiosa possa essere, la violenza sugli animali, Olivia e Laura lo sanno anche per esperienze personali: «Ci è capitato, nel 2024, di trovare una gattina uccisa, vicino a casa. Un’altra, da queste parti, è stata ferita gravemente. Non parliamo di semplici investimenti». Episodi inquietanti che sollecitano diverse domande. La prima: c'è qualcuno che si accanisce contro i gatti, in zona? E poi, visti i pregressi, perché non tenere Bianchino fra le mura domestiche? «Perché avrebbe significato limitarlo, un po’ imprigionarlo, diminuire la sua qualità di vita. Abitiamo in una zona con traffico scarso e molte aree verdi, ideale per un gatto che amava girare. Non dava fastidio a nessuno. Gli animali dovrebbero potersi comportare secondo la loro natura, sono gli uomini che hanno la responsabilità di portare loro rispetto».

Un rispetto che, per Bianchino, a questo punto può essere solo postumo. E magari assumere la forma di testimonianze su suoi avvistamenti nella sera/notte fra 1 e 2 maggio: «Ci rivolgiamo in particolare a chi si sia trovato fra le vie Libertà, Treves, Fiume, Gorizia e piazza del Municipio. Vogliamo sapere cosa è successo».

Stefano Tosi