Legnano - 20 maggio 2026, 11:54

Takahashia japonica a Legnano: il parassita asiatico invade alberi e giardini

Crescono le segnalazioni dei cittadini per la cocciniglia dagli anelli bianchi cotonosi che sta colpendo il verde urbano. Amga ha già avviato interventi di lotta biologica

In queste ultime settimane all’Ufficio Verde pubblico del Comune di Legnano sono arrivate numerose segnalazioni di cittadini, in merito alla presenza nelle proprietà private così come nelle aree verdi pubbliche, della Takahashia japonica, parassita di origine asiatica che tutti, ormai, hanno imparato a riconoscere dai caratteristici anelli bianchi cotonosi (i cosiddetti ovisacchi), che contengono le forme giovanili dell’insetto e che si attaccano ai rami, come se fossero degli ornamenti.

Più comunemente conosciuto come cocciniglia, questo parassita che da una decina d’anni sta infestando il verde urbano del Nord Italia (la prima presenza in Europa era stata riscontrata nel 2017, in un’area pubblica di Cerro Maggiore), quest’anno sembra essere comparso in anticipo, rispetto alle passate stagioni: le prime segnalazioni risalgono, infatti, al mese di aprile e non solo nella nostra zona e in tutta la provincia di Milano, ma anche in quelle di Como, Monza Brianza e Varese.

Estremamente polifago (riesce, infatti, ad attaccare molte specie vegetali, così come piante di elevato valore ornamentale), questo parassita è sotto il costante monitoraggio del Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia, che continua a mantenere una posizione di cauto ottimismo, spiegando che le piante colpite non riporterebbero particolari danni: ad oggi non risultano, infatti, casi di morìa di esemplari pubblici riconducibili alla sua azione, ma certo è che la presenza di popolazioni particolarmente numerose causa, nel tempo, una disseccamento a livello dei rami. Aceri, bagolari, carpini, gelsi, liquidambar e olmi sono tra le specie più colpite nella nostra regione.  

Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio le femmine adulte producono gli ovisacchi e, a cavallo tra maggio e giugno, i giovani parassiti escono dalle uova e migrano dai rami verso le foglie, insediandosi sulle pagine inferiori e alimentandosi della linfa. 

L’indicazione è di agire prima che gli ovisacchi si aprano ed è per questo che le squadre di AMGA addette alla manutenzione del verde pubblico hanno dato corso, già nel mese di marzo, agli interventi di lotta biologica, utilizzando i cosiddetti “prodotti di copertura”, speciali emulsioni non tossiche che, spruzzate sulle piante quando le fioriture non sono ancora in atto, ricoprono i parassiti, creando una sorta di pellicola che va a debellarli per asfissìa. Tali prodotti vengono applicati con tecniche a bassa pressione per ridurre il più possibile eventuali effetti “di deriva” (ossia di spargimento sulle altre parti della pianta): per lo stesso motivo i trattamenti vengono evitati, ad esempio, nelle giornate ventose. Giova precisare che, ad oggi, non sono disponibili prodotti chimici specifici ufficialmente testati e riconosciuti come efficaci contro la cocciniglia. Gli interventi di tipo meccanico, come l’asportazione dei rami più bassi colpiti, possono avere un effetto prevalentemente estetico, ma non incidono in modo significativo sulla diffusione del parassita.

Unitamente agli uffici comunali, AMGA sta monitorando costantemente la situazione, in attesa di eventuali indicazioni operative da parte degli enti competenti, tra cui il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia. Quest’ultimo raccoglie le segnalazioni tramite l’app FitoDetective. In alternativa, è possibile scrivere a infofito@regione.lombardia.it, allegando fotografie della pianta infestata e indicando il comune in cui è presente. In cui è presente Segnalare tempestivamente, possibilmente prima che gli anelli siano già pienamente formati, resta l’unico modo per realizzare interventi efficaci.

Comunicato Stampa