Un secolo di memorie, di mani operose e di radici nate nelle campagne venete che hanno saputo trovare casa e nuova linfa nel cuore di Sacconago. Raggiungere i cento anni non è mai un semplice incrocio di date sul calendario, ma il compimento di una lunga trama di vita intessuta con forza, pazienza e dedizione. Oggi, lunedì 11 maggio, Busto celebra Laura Gallo e il suo invidiabile traguardo. In mattinata, nell'abitazione di via Foggia, la neocentenaria ha ricevuto, con visibile e genuina commozione, la visita istituzionale dell'assessore Mario Cislaghi, che ha consegnato a nome della città una pergamena, un poster, una targa celebrativa e il rituale mazzo di fiori, brindando con tutti anche con un goccio di prosecco.
La storia di Laura è quella di una donna dedita al lavoro e agli affetti, profondamente legata alle sue origini ma radicata da oltre sessant'anni nel tessuto sociale sinaghino. Nata a Candiana, in provincia di Padova, nel 1926, è arrivata a Busto Arsizio nel 1960. Un trasferimento dettato da un tragico momento familiare vissuto nel 1958: la morte del marito e, pochi mesi dopo, la drammatica scomparsa del cognato, che già abitava nella nostra città ed era rimasto vittima insieme ad altre due persone del crollo del capannone in costruzione della ditta Carnaghi, su via Magenta. Per non lasciare sola la sorella rimasta vedova, Laura ha scelto di raggiungerla in città, stabilendosi fin da subito a Sacconago insieme alla figlia Carla.
Prima in via Tazzoli, poi nella piazzetta San Donato e infine, dal 1978, in via Magenta, Laura si è sempre rimboccata le maniche. Ha lavorato come collaboratrice domestica a casa della famiglia del dottor Perina, dove ha prestato servizio per trent'anni, fino alla pensione raggiunta all'inizio degli anni Novanta. Da quel momento, le sue energie sono state convogliate nella cura dei tre nipoti e nelle sue grandi passioni domestiche: «il cucito, la sartoria e i piatti tipici della tradizione veneta», come ricordano i familiari.
Sposata con Giuseppe Sanguin, Laura ha mantenuto la propria totale indipendenza nella casa di via Magenta fino allo scorso anno. Oggi, a causa dei fisiologici acciacchi dell'età, vive con l'unica figlia, Carla. Un nucleo familiare molto amato e conosciuto a Sacconago: Carla e il marito (un sinaghino di cognome Crespi, purtroppo venuto a mancare di recente) hanno infatti gestito per anni uno storico negozio di alimentari in viale Sicilia, noto a tutti nel quartiere con l'insegna «Crespi e Sanguin».
Dopo il momento istituzionale del mattino, la giornata di festa entrerà nel vivo nel pomeriggio, quando l'abitazione si aprirà per accogliere amici e il resto della numerosa discendenza, composta dai tre nipoti e da ben sei pronipoti. L'entusiasmo dei bambini ha già animato il fine settimana, ma le celebrazioni per nonna Laura non si esauriranno oggi: la grande riunione di famiglia si protrarrà fino a domenica prossima, in concomitanza con la prima comunione di tre dei suoi amati pronipoti.
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