L’AMA di Busto Rinasce di ieri sera a Sant’Anna ha restituito l’immagine di un quartiere stanco di essere considerato un margine della città. Sant’Anna non chiede attenzione solo quando un problema esplode. Chiede collegamenti, servizi, presenza, strumenti stabili di ascolto e una visione capace di tenere insieme il quartiere, Malpensa Fiere, la mobilità, l’istruzione, i giovani e l’Amministrazione cittadina.
Durante l’incontro, infatti, sono emersi molti temi concreti, dalla viabilità alla sicurezza, dal teleriscaldamento alla richiesta di più telecamere. Ma tre questioni si sono imposte con particolare forza: il collegamento tra il Villaggio Sant’Anna e il centro; il futuro dell’ITS che oggi si trova proprio nell’area del polo fieristico e che verrà malauguratamente trasferito a Gallarate; e la necessità di istituire Comitati di Quartiere riconosciuti, non spontanei, come parte integrante delle politiche cittadine della prossima amministrazione.
«Sant’Anna non è un quartiere separato dalla città – osserva Salvatore Loschiavo, fondatore di Busto Rinasce –. È un’area strategica, vicina a Malpensa Fiere, a funzioni formative come l’ITS, a realtà che possono generare sviluppo. Ma se un quartiere non è collegato, se non è ascoltato, se perde presìdi importanti, finisce per essere trattato come periferia anche quando avrebbe tutte le condizioni per essere una porta della città».
Il primo nodo è quello della mobilità. Loschiavo ha ricordato l’esperienza maturata da assessore alla Mobilità, quando emerse l’assenza di un collegamento stabile tra Malpensa Fiere e il centro cittadino. Un vuoto giudicato allora, e ancora oggi, paradossale.
«Un polo fieristico non può essere collegato alla città solo quando ci sono le manifestazioni – spiega Loschiavo –. Malpensa Fiere deve essere collegata al centro sempre, perché attorno a quell’area ci sono scuole, formazione, lavoro, attività e cittadini. Quando ero assessore avevamo realizzato in pochi mesi un collegamento tra Stazione Nord, Stazione FS e polo fieristico. Era una linea di sviluppo che doveva proseguire e inglobare anche il Villaggio. Invece si è fermata».
Per Busto Rinasce, la mobilità non è un tema tecnico isolato. È uno strumento di trasformazione urbana. Collegare anche il Villaggio al centro storico significa ridurre la distanza tra quartieri e città, ma anche rendere più forte l’intero sistema urbano.
Il secondo tema riguarda i giovani e l’ITS. All’incontro di Sant’Anna la partecipazione giovanile è stata significativa. E la richieste emerse sono state tutt’altro che generiche: i giovani chiedono opportunità vere, luoghi formativi a portata di mano, collegamenti e prospettive solide per il futuro.
Il caso dell’ITS è particolarmente importante proprio a Sant’Anna, perché gli spazi che lo accolgono si trovano all’interno del polo di Malpensa Fiere, a ridosso del quartiere. Il suo trasferimento a Gallarate significherà quindi una doppia perdita: per la città, che rinuncia a un presidio formativo capace di rispondere alle esigenze dei giovani e delle imprese; e per Sant’Anna, che vedrà sparire una funzione viva dal proprio territorio.
«Busto “sogna l’università”, per usare le parole del sindaco, ma intanto lascia andare gli ITS – afferma Loschiavo –. Non investe sul nuovo ASLAM per mancanza di risorse (che poi si scoprono robuste grazie all’avanzo di bilancio) e contemporaneamente perde anche l’ITS che era già qui, a Sant’Anna, nel polo di Malpensa Fiere. È una contraddizione enorme, figlia anche di anche una gestione irrazionale del denaro pubblico. Le imprese chiedono competenze tecniche avanzate, la riforma dell’istruzione va nella direzione del rafforzamento degli ITS, e noi cosa facciamo? Li lasciamo andare altrove».
Per Busto Rinasce, il punto è quello di evitare che la città insegua suggestioni lontane mentre perde occasioni immediate, per le quali ci sarebbero anche le coperture economiche. Gli ITS rappresentano oggi uno dei canali più concreti di collegamento tra formazione, lavoro e sistema produttivo. Perderli significa indebolire la capacità della città di trattenere giovani, competenze e futuro.
Il terzo tema emerso con forza è quello dei Comitati di Quartiere. Una richiesta già comparsa in altri incontri AMA e tornata anche a Sant’Anna. Busto Arsizio non è obbligata per legge a istituirli, perché non supera la soglia dei 100 mila abitanti. Ma per Loschiavo questo non può essere un alibi.
«Il politico intelligente non si chiede solo se una cosa sia obbligatoria per legge – dichiara –. Si chiede se serva alla città. I Comitati di Quartiere servono. E allora vanno fatti».
Secondo Busto Rinasce, i Comitati non devono nascere come iniziative spontanee lasciate alla buona volontà dei cittadini. Devono diventare strumenti riconosciuti, organizzati insieme all’amministrazione, raccordati con Palazzo Gilardoni e inseriti stabilmente nelle politiche cittadine.
«Gli AMA ci stanno dimostrando che i quartieri hanno molto da dire – continua Loschiavo –. Ma l’ascolto non può restare un evento sporadico. Deve diventare metodo di governo. I Comitati di Quartiere devono essere lo sviluppo naturale di questo percorso: una voce vera, organizzata, riconosciuta, che l’amministrazione sia tenuta ad ascoltare».
Nel corso della serata è stato affrontato anche il tema del teleriscaldamento del Villaggio Sant’Anna, il tema delle telecamere e della sicurezza, il tema di un progressivo degrado del quartiere rispetto a zone più centrali... tutte questioni aperte da anni e particolarmente sentite dai residenti. Busto Rinasce ha ribadito che su problemi di questa complessità non servono risposte improvvisate, ma trasparenza, dati chiari, competenze tecniche e vicinanza costante ai cittadini.
«Il teleriscaldamento è un nervo scoperto, come lo è l’inceneritore per Borsano – osserva Loschiavo –. Lo stesso vale per la sicurezza e il decoro urbano. Non sono argomenti che si affrontano con gli slogan o con soluzioni improvvisate. Servono trasparenza, dati comprensibili e una presenza costante accanto ai cittadini».
Sant’Anna, insomma, ha mostrato ancora una volta che i problemi dei quartieri non sono questioni locali da trattare separatamente. Collegamenti, formazione, sicurezza, servizi, partecipazione e qualità urbana fanno parte dello stesso disegno. Una città che non collega i suoi quartieri, che perde presìdi formativi, che non costruisce strumenti permanenti di ascolto, finisce per disperdere energie e opportunità.
«I quartieri non sono satelliti della città. Sono la città – conclude Loschiavo –. Se non colleghiamo il Villaggio Sant’Anna al centro, se non ci occupiamo delle necessità dei giovani, se non diamo ai cittadini strumenti veri per essere ascoltati, Busto continuerà a perdere occasioni. E Busto Rinasce ha preso vita proprio per fare l’opposto: ascoltare, collegare e trasformare le domande dei cittadini in scelte di governo».
Il percorso AMA di Busto Rinasce proseguirà mercoledì 22 maggio, alle ore 19.00, nel quartiere Frati, presso il Salone Teatro Fratello Sole, in via Massimo D’Azeglio 1.
Titolo della serata: “Frati: Parioli di Busto o Gabbia Dorata?”
Un nuovo incontro aperto, senza palchi e senza filtri, per ascoltare domande, criticità e proposte dei cittadini.
Busto Rinasce. Con le persone. Per la città.