Busto Arsizio - 08 maggio 2026, 08:00

Da 50 anni al fianco dei neopatentati bustocchi: l’Autoscuola Re festeggia il mezzo secolo

Un'istituzione per Borsano, guidata da Chiara ed Elisa Re. Dai metodi tradizionali alle lezioni in inglese e per percorsi dsa: l'evoluzione dell'attività che celebra il suo anniversario sabato 9 maggio

Chiara ed Elisa Re

Mezzo secolo di patenti, di guide e di educazione stradale. L’Autoscuola Re di Busto Arsizio taglia in questi giorni l'importante traguardo dei cinquant’anni di attività. Situata nel cuore di Borsano, la scuola guida rappresenta ormai un pezzo di storia locale e un punto di riferimento per la formazione di intere generazioni di automobilisti bustocchi.

La fondazione dell'attività risale al 1976 ad opera di Mauro Re. Scomparso nel 2015, il fondatore viene ancora oggi ricordato in città per la grande pazienza e per l'approccio umano e professionale con cui ha affiancato generazioni di giovani al volante.

Oggi l’attività è gestita dalla figlia, Elisa Paola Re, che in veste di insegnante e istruttrice di guida porta avanti la tradizione di famiglia, seguendo il solco tracciato dall'amato padre, affiancata dalla presenza e dalla supervisione della madre Chiara. Nel corso dei decenni, tuttavia, l'offerta formativa si è dovuta necessariamente adeguare ai cambiamenti della società. La struttura di Borsano ha infatti integrato nei propri servizi anche lezioni di pratica in lingua inglese, oltre a strutturare percorsi didattici specifici per ragazzi con disturbi specifici dell'apprendimento (dsa).

«Questi cinquant'anni di storia non rappresentano solo un punto di arrivo, ma anche uno slancio verso il futuro, nel segno della qualità, dell’innovazione e della sicurezza stradale», commentano Elisa e Chiara. Per condividere questo traguardo con la cittadinanza, è stato organizzato un momento di festa aperto al pubblico. L'appuntamento è fissato per sabato 9 maggio: a partire dalle 18, in via Pavia 14/bis, si terrà un aperitivo per celebrare insieme il cinquantesimo anniversario.

Giovanni Ferrario