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Valle Olona | 13 aprile 2026, 11:07

A Gorla Minore l’omaggio per i caduti in guerra: «Ricordare non è nostaglia, ma un impegno verso il futuro»

Cerimonia con associazioni e amministratori del territorio. La sindaca Ermoni: «Dietro ogni nome inciso nella storia esiste un vuoto per le famiglie che nessun tempo potrà colmare completamente». Ferrario, presidente Anfcdg: «Quando i governanti di questo nostro mondo ascolteranno le parole di chi vuole la pace?»

A Gorla Minore il ricordo e l’omaggio a chi ha sacrificato la propria vita per la patria. E la vicinanza alle famiglie, costrette a convivere per sempre con questa ferita.
Domenica mattina si è celebrata a Prospiano la Giornata del Ricordo in memoria dei caduti e dispersi in guerra. Il programma ha previsto la messa celebrata nella chiesa dei Santi Nazzaro e Celso dal parroco don Pierluigi Albricci, con la lettura della preghiera del Caduto. I presenti, accompagnati dalle note della banda di Gorla Minore, si sono poi spostati in corteo al monumento dei Caduti, dove è stata deposta una corona d’alloro.

Presente in forze l’Associazione nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in guerra, con il presidente provinciale di Varese Sergio Ferrario e le sezioni del territorio. Al loro fianco, i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche d’arma e gli amministratori del territorio: c’erano i sindaci Fabiana Ermoni (Gorla Minore), Cristina Borroni (Castellanza), Pietro Zappamiglio (Gorla Maggiore), Marco Scazzosi (Marnate), Lucio Ghioldi (Solbiate Olona) e il consigliere delegato di Olgiate Olona Nicola Puddu.

La sindaca Ermoni ha rimarcato con gratitudine il «coraggio e il sacrificio dei nostri compatrioti che a costo della vita hanno costruito le basi del nostro Paese e ci hanno donato la libertà di cui godiamo oggi». Ma, ha aggiunto, «c’è un altro aspetto della storia che viene spesso dimenticato, ossia il dolore di chi è rimasto e ha perso il proprio caro». La giornata di domenica ha rappresentato proprio un omaggio «alle famiglie dei caduti e dispersi in guerra che portano nel cuore la ferita del sacrificio dei propri amati. Dietro ogni nome inciso nella storia, esiste una famiglia, esistono volti, affetti, sogni interrotti. Esiste un vuoto che nessun tempo potrà colmare completamente».
La prima cittadina ha ringraziato l’associazione presieduta da Ferrario, «che ci ricorda che la guerra non tocca solo soldati e militari, ma coinvolge madri, padri, fratelli, sorelle, figli e figlie».

«Ricordare non è nostaglia, è un impegno verso il futuro – le parole di Sergio Ferrario –. Ogni nome, ogni storia, ogni vita sacrificata in guerra ci insegna il valore della pace e della solidarietà umana».
Il sodalizio ha tra i propri compiti statutari quello di ricordare chi ha dato la vita sul campo di battaglia per permettere a tutti noi di vivere in pace e democrazia.
Ma cerimonie come quella di ieri non possono che portare anche a momenti di riflessione rivolti «verso i tanti conflitti che, ancora oggi, provocano perdite inutili e troppo dolore».
«Quando i governanti di questo nostro mondo ascolteranno le parole di chi vuole la pace? Fare la guerra per poi sedersi e discutere la pace... ma non sarebbe meglio discutere prima di iniziare le guerre?», il messaggio di Ferrario.

R.C.

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