Regione Lombardia e l´Azienda Socio-Sanitaria Territoriale (ASST) della Valle Olona (Varese) avviano un accordo di collaborazione volto a promuovere una sperimentazione di `welfare culturale´, un modello innovativo che punta a promuovere il benessere dei cittadini di tutte le età. L´iniziativa, contenuta in una delibera approvata dalla Giunta su proposta dall´assessore alla Cultura Francesca Caruso, si inserisce nel quadro delle politiche culturali regionali orientate alla tutela e alla promozione della salute, valorizzando il ruolo delle arti, del patrimonio culturale e dei luoghi della cultura quali strumenti complementari ai percorsi di cura. Nel quadro delle azioni previste, saranno realizzati dall´ASST Valle Olona tre progetti che declinano in modo operativo il modello del welfare culturale, attraverso il coinvolgimento di istituzioni scolastiche, realtà sociosanitarie e soggetti del territorio.
UN PROGETTO PILOTA PER VALUTARE IL CONTRIBUTO DELLA CULTURA AL BENESSERE PSICOFISICO - "L´accordo ha carattere sperimentale - spiega l´assessore Caruso - e puntiamo a farlo diventare un progetto pilota, che sia utile a valutare il contributo delle attività culturali al benessere psicofisico delle persone". L´idea nasce dalla crescente evidenza scientifica e istituzionale che riconosce nella fruizione della cultura un fattore in grado di incidere positivamente sulla salute. "I benefici a cui puntiamo sono diversi - aggiunge l´assessore - perché non si tratta solo di arricchire i percorsi terapeutici esistenti ma anche di prevenire e contrastare le fragilità sociali e la povertà culturale. In tale prospettiva, le attività artistiche vengono integrate nei servizi sanitari e sociosanitari come leve per favorire inclusione, coesione sociale e qualità della vita".
LABORATORI D´ARTE, MUSICA E TEATRO PER STUDENTI E ANZIANI - Il primo progetto, `Teatro delle Emozioni´, prevede la realizzazione di un percorso di educazione emotiva e relazionale, che utilizza teatro, musica e movimento espressivo come strumenti di crescita personale e di incontro tra generazioni. L´iniziativa vedrà il coinvolgimento dell´Istituto Comprensivo E. Galvaligi di Solbiate Arno e della Fondazione Centro di Accoglienza per Anziani di Lonate Pozzolo. Il percorso, che partirà il 20 aprile, si articolerà in laboratori espressivi, condotti da musicoterapisti e arteterapeuti con la presenza di uno psicologo supervisore. Gli studenti, insieme agli ospiti delle RSA, saranno coinvolti in attività di improvvisazione, espressione corporea, utilizzo della voce e del ritmo, nonché nella costruzione di brevi scene ispirate alle emozioni fondamentali. L'intervento è finalizzato a sostenere i partecipanti nel riconoscimento e nell´espressione dei propri sentimenti attraverso linguaggi non verbali e creativi. Uno spettacolo conclusivo, previsto tra maggio e giugno, vedrà la partecipazione di tutte le istituzioni coinvolte con rappresentazione di brevi scene, momenti musicali e testimonianze pubbliche.
LETTURA AD ALTA VOCE PER UN DIALOGO TRA GENERAZIONI - Il secondo progetto che verrà attivato si chiama `Voci che si Incontrano´. Il progetto sarà basato su attività di lettura ad alta voce e dialogo guidato, con l´obiettivo di favorire il confronto e lo scambio tra gli studenti del Liceo di Viale dei Tigli di Gallarate e gli ospiti della Residenza per anziani gestita dall´Azienda Servizi Socio Sanitari Gallarate 3 SG. A ognuno dei ragazzi che parteciperanno verrà assegnato un anziano, attivando un percorso di dialogo e lettura ad alta voce di brani, poesie e testi autobiografici che favoriranno il dialogo tra le due generazioni. L'evento finale, a ottobre 2026, sarà costituito da una serata di letture intergenerazionali aperta alle famiglie e da una mostra fotografica che racconti il percorso. Completerà il programma l´organizzazione di un convegno dedicato al tema della `prescrizione sociale´, strumento attraverso il quale gli operatori sanitari orientano i cittadini verso servizi non sanitari presenti nella comunità locale, con finalità di promozione del benessere e della prevenzione.
È un modo per collegare le persone a servizi già presenti sul territorio, come attività culturali e artistiche, capaci di generare benefici sul benessere con costi contenuti.
"Questo approccio valorizza risorse esistenti - chiarisce Caruso - e può contribuire, nel tempo, anche alla sostenibilità del sistema. Studi disponibili evidenziano potenziali risparmi a lungo termine, pur legati ai diversi contesti applicativi. Il valore della cultura come fattore di salute è riconosciuto anche a livello istituzionale, nel protocollo tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute".
Il convegno, che sarà organizzato entro il mese di novembre 2026, vedrà il coinvolgimento della LIUC - Università Carlo Cattaneo di Castellanza e dell´Istituto La Provvidenza di Busto Arsizio. Per la realizzazione di queste sperimentazioni, Regione Lombardia concorre all´organizzazione e al sostegno economico delle progettualità, con un contributo pari a 29.300 euro.