Giornata di festa oggi all’Approdo Calipolis. Dalle 10 alle 18 l’area verde intorno all’Olona si è animata di iniziative per tutti i gusti: dal truccabimbi ai laboratori creativi per i bambini, dallo stand gastronomico allo yoga. Ma vero protagonista della Festa di Primavera è stato il labirinto meditativo inaugurato alle 10 alla presenza del sindaco Marco Baroffio e dell’assessore alla cultura Giuseppe Palomba con l’accompagnamento musicale del maestro Emilio Bonvini.
Nascita del labirinto meditativo
Il progetto è gratuito e fruibile da tutti. Realizzato con materiali naturali e immerso nella natura, il complesso vuole invitare a rallentare, a riflettere. Si tratta infatti di “un cammino da percorrere lentamente, nel silenzio – come spiegano i Calimali in una nota - per ritrovare connessione con se stessi, con la natura e con gli altri. Un’opera che nasce dal desiderio di ricucire legami: tra persone, con il territorio, con il tempo interiore”.
L’inaugurazione di oggi è il culmine di un percorso iniziato otto anni fa grazie all’idea di una volontaria dell’associazione fagnanese, Anna Zolin, che si era imbattuta in una struttura del genere in una festa celtica in Piemonte.
La costruzione è iniziata dopo le vacanze di Natale di quest’anno grazie ad una donazione. «Una persona – afferma la presidente dei Calimali, Marina Comerio – si è interessata e ci ha donato dei soldi: allora, con il permesso del Comune, siamo partiti. Alcune aziende ci hanno messo in contatto con una cava sul Ticino da cui abbiamo acquistato le pietre. Una volta arrivato il camion sono stati i volontari a trasportarle e posizionarle. E’ stato un lavoro duro».
In totale sono 642 le pietre che compongono il percorso, posizionato su un piccolo rilievo naturale.
Prima del taglio del nastro, la Zonin ha illustrato sia la storia del labirinto come simbolo antichissimo («è un viaggio alla ricerca del proprio io, sfidando i propri limiti», ha detto) sia il motivo per cui al centro della realizzazione fagnanese si trovi un gufo.
Tale volatile è una creatura della notte, capace di vedere al buio e per questo, ha spiegato, è stato assurto a simbolo di intelletto acuto, intelligenza, chiarezza di idee: caratteristiche che permettono di risolvere un problema là dove altri vedono solo ombre e tenebre.
L’opera per la comunità
La presidente ha inoltre evidenziato come ognuno possa avvicinarsi al labirinto a proprio modo. «E’ importante - ha dichiarato - che le persone si sentano libere di utilizzare il labirinto. Oggi noi lo stiamo consegnando alla comunità ed è anche un modo questo per chiederle di prendersene cura: è un’opera di tutti».
A dire il vero quando a febbraio, al termine di un mese circa di lavoro, l’opera è stata ultimata, non è rimasta intonsa per molto. «Dopo tre giorni – ha affermato la Comerio – una pietra era stata rimossa, mentre poi il labirinto non è stata più toccato. Forse, questa è una possibile spiegazione, si trattava di una pietra interessante dal punto di vista mineralogico».