Politica - 26 marzo 2026, 09:05

Busto, con Maffioli in Parlamento i “Fratelli” tornano a sperare nel secondo assessore

L’approdo a Montecitorio della leghista (che potrebbe anche mantenere il doppio incarico) riapre il discorso che pareva ormai archiviato del rimpasto di giunta. Lo scenario più “facile”, anche per mettere una pietra sopra i recenti dissidi tra alleati, sarebbe un avvicendamento con la consigliera meloniana Cozzi. Ma non è detto che tutto fili liscio

L’approdo a in Parlamento di Manuela Maffioli riapre il discorso che pareva ormai chiuso del rimpasto di giunta a Busto Arsizio.
L’assessore leghista, già proclamata deputata a Montecitorio, potrebbe infatti lasciare la delega alla cultura e, a quel punto, si aprirà il problema della sua successione nell’esecutivo bustocco.
Più che un problema, per il centrodestra bustocco l’imprevedibile “trasloco” a Roma di Maffioli potrebbe essere la chiave per consentire finalmente a Fratelli d’Italia di ottenere in maniera tutto sommato quasi "indolore" un secondo assessore, superando i recenti dissidi con gli alleati della Lega.

Nelle scorse settimane, il desiderio dei meloniani di vedere riconosciuto il proprio peso in Consiglio comunale – con un secondo esponente in giunta a cui avrebbe dovuto lasciare il posto un leghista – si era scontrato con l’intervento dei vertici regionali dei due partiti. Che, per evitare ulteriori tensioni dopo il duro battibecco a mezzo stampa tra il segretario provinciale del Carroccio Andrea Cassani e il sindaco di Busto Emanuele Antonelli, avevano convenuto di mantenere lo status quo.

Decisione accettata obtorto collo dai Fratelli bustocchi. Lo scenario è cambiato all’improvviso dopo la scomparsa di Umberto Bossi e la rinuncia a prenderne il posto alla Camera dei deputati da parte di Matteo Bianchi. Quest’ultimo ha infatti scelto di non tornare a Montecitorio, “spalancando” le porte del palazzo romano a Maffioli. La quale – a rigor di legge – potrebbe anche mantenere il doppio incarico. Oggi sarà lei a presentare a Villa Tovaglieri l’edizione 2026 del Festival Chitarristico e Mandolinistico. Ma è realistico pensare di poter interpretare al meglio e in contemporanea due ruoli così importanti?

Se la risposta fosse no – o se si riproponessero ragionamenti sugli equilibri politici a Busto già affrontati di recente – ecco che si aprirebbe il discorso della successione in giunta. Fratelli d’Italia tornerà alla carica affinché sia una propria esponente – l’attuale consigliera comunale Claudia Cozzi – a farsi carico della cultura, delega che peraltro sembrava gradita prima della virata sul bilancio, in capo ad Alessandro Albani. Ma l'ipotesi di un "giro di deleghe" non è da scartare.
La Lega potrebbe però chiedere un avvicendamento “interno”, ma c'è da capire se, col nuovo contesto venutosi a creare, il Carroccio tornerà ad alzare le barricate come avvenuto nelle scorse settimane.

Anche perché il sindaco Emanuele Antonelli (FdI) non ha dimenticato i recenti screzi col segretario provinciale leghista Cassani. E, in questo momento, viene da pensare che non accetterebbe di buongrado di accontentare eventuali “pretese” della Lega.
Tutte supposizioni, visto che nessuno degli interessati, a partire dal primo cittadino, si sbilancia in proposito. In ogni caso, anche senza un posto in giunta, i gradi di deputata rafforzano Maffioli nella sfida interna per la candidatura a sindaco di Busto, qualora toccasse alla Lega giocare questa partita il prossimo anno.
Ma questa è (in parte) un’altra storia.

Riccardo Canetta