L'ultimo incidente in fondo a viale Stelvio (LEGGI QUI) non è un caso isolato. Lo schianto della Lancia Ypsilon contro il pilomat che regola l'accesso all'area scolastica, che ha causato il lieve ferimento di due ventenni, ha riacceso i riflettori su una problematica ormai nota in città. Dal 2024, anno in cui è stato installato il sistema di dissuasione mobile, si conta infatti una lunga scia di sinistri fotocopia.
Secondo i riscontri raccolti dal personale dell'istituto Enaip, che affaccia direttamente sull'imbocco della via, in circa un anno e mezzo di attività il bilancio è pesante: almeno mezza dozzina di automobili si sono schiantate contro il cilindro d'acciaio centrale, senza contare l'impatto che ha coinvolto perfino un ciclomotore.
Il sistema, nato per tutelare i pedoni, scoraggiare la sosta selvaggia all'ingresso dell'Enaip e dell'Ite Tosi e fluidificare il passaggio dei pullman, funziona normalmente a barriera alzata. «Le persone che non hanno il pass devono utilizzarlo come un citofono: suonano, aspettano che la segreteria risponda e abbassi il pilone», viene spiegato da chi vive quotidianamente l'area scolastica. Chi è provvisto di autorizzazione viene invece letto da un sensore automatico, simile a un sistema Telepass.
Il problema principale, secondo le testimonianze, risiede nell'imprudenza di chi si mette al volante. Molti incidenti si verificano perché automobilisti o motociclisti tentano di accodarsi al veicolo che li precede, sperando di attraversare il varco prima che il dispositivo si chiuda. Un calcolo spesso errato: «Il pilone è molto veloce e reattivo, scende e sale di botto». Un meccanismo rapido che non perdona i passaggi azzardati: il mezzo a due ruote che cerca di infilarsi all'ultimo secondo finisce inevitabilmente per essere sbalzato dalla struttura in risalita.
Nel caso dell'impatto avvenuto ieri, invece, alla base ci sarebbe stata una pura disattenzione. L'auto, procedendo a velocità sostenuta senza frenare, ha centrato in pieno l'ostacolo provocando persino l'apertura degli airbag dell'abitacolo.
Tutto questo si traduce non solo in danni ingenti ai veicoli privati, ma anche in continui disservizi e costi di manutenzione a carico della collettività. Ogni schianto grave richiede infatti l'intervento dei tecnici di Agesp per il ripristino. Attualmente, a seguito del forte urto di ieri, il pilomat risulta abbassato, incastrato e fuori uso. Una scena già vista: in passato, a causa di danni simili, il meccanismo ha richiesto riparazioni complesse ed è rimasto bloccato anche per quasi due mesi, vanificando temporaneamente l'investimento fatto per garantire la sicurezza del comparto scolastico. E c'è chi si chiede se non sarebbe stata più adatta una sbarra.