Un post-it tira l'altro. Oggi il sindaco Emanuele Antonelli all'ex carcere ha compiuto un gesto evocando quelli del suo ex assessore Salvatore Loschiavo, ovvero con l'utilizzo di un post-it con scritto "Fatto" (LEGGI QUI). La replica non si è fatta attendere. Eccola
Oggi il sindaco Antonelli ha attaccato un post-it con scritto "Fatto" sulla porta dell'ex carcere di via Borroni. Esattamente il linguaggio introdotto da Salvatore Loschiavo e dal movimento Busto Rinasce.
Lo prendiamo come un complimento.
Quando chi governa una città da dieci anni inizia a imitare gli strumenti di un movimento civico nato appena due mesi fa, significa che quel metodo funziona. E che la città lo sa.
Busto Rinasce non è un partito. Non è l'opposizione consiliare. È un movimento libero e indipendente che in due mesi ha già cambiato il linguaggio della politica civica a Busto Arsizio. Non male per un inizio.
E quindi ben venga il post-it del sindaco. Davvero. Perché ogni imitazione è un riconoscimento. E perché — mentre Antonelli attacca il suo "Fatto" — Gino ne ha già pronti altri. Decine. Centinaia. Uno per ogni problema che nei quartieri di questa città aspetta ancora risposta.
Perché è di questo che parliamo. Non di simboli. Di fatti concreti. Come le ruspe che lavorano proprio a pochi passi dall'ex carcere appena inaugurato, per un palazzo di lusso che trasforma il volto della città senza che nessuno abbia chiesto nulla ai cittadini. Come le periferie dimenticate. Come i servizi che mancano. Come le strade che aspettano.
Un sindaco che in dieci anni scopre il linguaggio dei post-it è un sindaco che ha capito che qualcosa è cambiato. Noi siamo pronti ad andare avanti — quartiere per quartiere, problema per problema.
Imitare un gesto è semplice. Imitare il metodo è un'altra cosa.