Politica - 20 marzo 2026, 17:00

REFERENDUM, PERCHÉ SÌ. Luca Marsico: «Siamo all’ultimo miglio per dare compiuto equilibrio al processo accusatorio»

L’avvocato, giunto al termine di una campagna referendaria vissuta da maratoneta, difende i pilastri della riforma: due Consigli superiori della Magistratura, sorteggio per i componenti, Alta Corte disciplinare. «Anche fra i sostenitori del no – afferma - c’è chi, fino all’altro ieri, asseriva la necessità di una netta divisione delle carriere»

L’avvocato Luca Marsico si è speso per il sì al referendum del 22-23 marzo partecipando a dibattiti su dibattiti. Giunto al termine della corsa, una maratona, ribadisce le ragioni sue e dei sostenitori della riforma della Giustizia. Con la consueta convinzione e con un appello. Quello a guardare oltre la contingenza politica, oltre la composizione degli schieramenti pro e contro.

«L’ho sempre detto e lo ripeto – afferma – ci troviamo di fronte a una questione tecnica. Io stesso, se la riforma fosse stata perorata da forze politiche anche differenti da quelle odierne, l’avrei sostenuta». Motivo? «Siamo all’ultimo miglio, quello che può portare a un logico compimento del processo accusatorio. Volendo sintetizzare in modo brutale: pubblico ministero e difesa su un piano di parità, giudice totalmente terzo. Ci possiamo arrivare dopo un lunghissimo percorso e bisogna pensare agli effetti della riforma su un periodo a sua volta lungo, non riducendo il discorso alle contrapposizioni del momento».

Tra i punti più dibattuti, l’istituzione dell’Alta Corte di Disciplina per i magistrati. «È coerente – rimarca l’avvocato – con l’introduzione di due Csm, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente. Oggi il sistema disciplinare, in capo al Csm, vede Pm e giudici seduti allo stesso tavolo. Discutono sanzioni gli uni nei confronti degli altri. Con i due organismi distinti, dotati di uguali prerogative, è giusto potere contare su un terzo organismo che possa effettuare verifiche».

Anche il meccanismo del sorteggio per comporre i Csm è stato oggetto di discussioni accese: «Il potere delle correnti nelle elezioni dei membri togati verrebbe eliminato. Ogni magistrato, lo ricordo, è per definizione in grado di fare parte degli organi di autogoverno. E il sorteggio valorizzerebbe questa capacità. Per i membri laici, si tratta di applicare un meccanismo temperato, ragionevole, che “pesca” fra docenti e avvocati con un’affidabile esperienza alle spalle».

Al dubbio che si tratti di temi troppo tecnici per essere pienamente colti da un’opinione pubblica spesso distratta, magari confusa da pareri in accavallamento continuo, l’avvocato Marsico torna al punto di partenza: «L’importanza di arrivare a un processo accusatorio compiuto dovrebbe essere chiara. Anche per esperienza diffusa: non si rimane impigliati nelle maglie della Giustizia solo se si è delinquenti, anche persone perbene ne escono dopo veri e propri calvari. Quante volte abbiamo visto un cliente, assolto, abbracciare il suo avvocato? È una gioia che nasce da un dolore. La riforma dà garanzie maggiori di equilibrio. Anche per questo, oggi come sempre, auspico un’affluenza massiccia».

REFERENDUM, PERCHÉ NO. Samuele Astuti: «Andiamo a votare, il mio è un No nel merito della riforma»