Busto Arsizio - 20 marzo 2026, 15:35

Rinasce lo storico “Tazinen” in via Magenta: a Sacconago apre “Il Gesto”, il nuovo ristorante dello chef Lorenzo Colombo

Chiuso nell’agosto del 2024, l’ex Bar Sinaghino torna a vivere grazie al cuoco classe '93, di ritorno in città dopo anni nei migliori locali stellati d’Europa. Aperitivo di inaugurazione il 23 marzo. Colombo: «La mia filosofia è semplice, la gente deve essere felice»

Lorenzo Colombo, titolare de Il Gesto

Un ritorno a casa, con un bagaglio di esperienze costruito nelle cucine più prestigiose d'Europa, per ridare vita a un luogo che appartiene al cuore di un intero quartiere. Aprirà ufficialmente i battenti martedì 24 marzo "Il Gesto", il nuovo ristorante situato in via Magenta a Sacconago. Il locale sorge dove un tempo si trovava il Bar Sinaghino, chiuso nell'agosto del 2024, che per tutti i sinaghini era semplicemente «ul Tazinen» (LEGGI QUI).

Al timone del progetto c'è Lorenzo Colombo, chef classe 1993, cresciuto a Dairago ma nato a Busto Arsizio, da padre borsanese e madre pugliese, che dopo un lungo percorso nell'alta ristorazione stellata ha deciso di mettersi in proprio. L’apertura sarà anticipata da un aperitivo di inaugurazione, aperto a tutti, previsto per lunedì 23 marzo alle 18.30.

Il curriculum di Colombo racconta un percorso tecnico di altissimo livello. Dopo lo stage al Ma.Ri.Na. di Olgiate Olona (2010-2011) e il diploma alla prestigiosa scuola Alma a Colorno nel 2012, il cuoco ha lavorato fino al 2015 all'Acquerello di Fagnano, al fianco di Silvio Salmoiraghi. Poi il salto internazionale: due anni in Francia al tre stelle Michelin Auberge de l’ill e una parentesi in Svezia, fino al 2018, al celebre Faviken. Infine, il rientro in Italia per lavorare al ristorante Del Cambio di Torino, esperienza conclusasi un anno e mezzo fa.

Poi nasce la voglia di aprire in zona, nella sua terra, e quindi di voltare pagina, allontanandosi dai riflettori della ristorazione d'élite. «Non rinnego nulla, ma ho capito che il mondo stellato, così come è concepito oggi, non è la mia filosofia, né per chi ci lavora né per i clienti», racconta lo chef Colombo. «Ho visto colleghi fare turni massacranti e ho vissuto l'esasperazione della ricerca della perfezione a tutti i costi. Con "Il Gesto" voglio proporre qualcosa di diverso. La mia filosofia è semplice: il ristorante deve ristorare, la gente deve essere felice».

Il locale si discosta nettamente dalle dinamiche esasperate del settore. Non ci sono investitori esterni, ma si tratta di un progetto totalmente autofinanziato, in cui la famiglia del cuoco ha avuto un ruolo fondamentale. Anche la brigata sarà essenziale. Colombo lavorerà da solo in cucina, supportato in sala da due giovani collaboratori, Luca Bombarda ed Luca Angelucci. A loro si aggiungerà un aiutante, inserito in organico tramite un progetto di collaborazione e inclusione sociale.

Nel menu non ci saranno ingredienti incomprensibili, ma piatti solidi e concreti (come la pasta con le sarde o la trota alla mugnaia), proposti a prezzi che il cuoco definisce accessibili, in un ambiente intimo e familiare. «Voglio una cucina comprensibile. Il cliente deve sapere cosa sta mangiando, senza dover necessariamente ascoltare lunghe spiegazioni al tavolo. Se propongo un ingrediente, voglio che il suo sapore sia riconoscibile, magari arricchito dalla tecnica imparata in questi anni, ma senza mai snaturare il prodotto. Ho cucinato per molta gente famosa e molti, spesso, avevano voglia di semplicità».

Minimalista, infine, anche l'approccio all'immagine: il logo del ristorante è un semplice (e d'effetto) disegno fatto a mano (grazie al web designer Riccardo Rudi) e la presenza sui social network è ridotta all'essenziale. Gli scatti dei piatti sono autentiche opere d'arte "postume". Nessuna logica da "chef influencer", insomma, ma solo il desiderio di cucinare bene in un luogo carico di memoria. L'appuntamento per i curiosi è quindi fissato per l'aperitivo del 23 marzo, prima del primo vero servizio del 24.

Giovanni Ferrario