Busto raccontata fin dai primi passi, con uno stile capace di coinvolgere tutti. Dedica speciale ai giovani e ai nuovi abitanti della città, ha sottolineato il professor Giuseppe Pacciarotti. Dopo il lancio a dicembre alla Famiglia Bustocca (LEGGI QUI), il libro "Busto Arsizio. Segni della sua storia", edito da Nomos, ha attirato un pubblico di appassionati alla biblioteca G.B. Roggia, con anche qualche presenza di nuove leve.
Pacciarotti ha dialogato con la giornalista Marilena Lualdi, direttore de il Bustese, partendo dall'introduzione di Gianni Paganini che afferma come da questo attento lavoro si possa meglio imparare a guardare avanti.
Si è esplorata Busto dai primi passi al Medioevo, attraverso volti e arte, ma anche quella delle fabbriche, tessile in testa, senza trascurare lo sport e la Pro Patria. Ha portato i saluti l'assessore Manuela Maffioli, che ha rimarcato il valore dell'opera di Pacciarotti e ha portato l'esempio di come al Museo del Tessile i bimbi imparino a produrre tessuti e consapevolezza della storia.
Una serata viva, come la Busto che si racconta: che cambia (sempre bisticciando un po' come Legnano e collaborando con Milano), che sembra chiudere delle pagine, ma che cerca - è l'auspicio espresso stasera - di aprirne delle altre.