Il tempo delle Olimpiadi non è ancora terminato, grazie alle Paralimpiadi che stanno per prendere il via ed il Museo Mangini Bonomi propone un interessante viaggio nel mondo dei pattini attraverso l’esposizione “Giochi e sport nelle collezioni del Museo Mangini Bonomi” visitabile il 7 e 14 marzo 2026.
Tutto ruota intorno all’esposizione di due pattini da ghiaccio in ferro, già presenti nel Museo ed ora valorizzati con la collaborazione del Touring Club Italiano grazie all’allestimento di due foto dell’Archivio storico TCI - Pattinatori al Palazzo del Ghiaccio (1930-1938) e Pattinatrice a Cortina (1950) -. Il manifesto realizzato per l’occasione richiama peraltro i pattini in ferro ed un’altra immagine femminile di pattinatrice (1911) sempre grazie all’Archivio TCI.
Breve storia dei pattini e delle applicazioni in campo sportivo
I pattini del Museo Mangini, realizzati in Francia alla fine dell’Ottocento, sono una testimonianza significativa dell’evoluzione del pattinaggio nel tempo: completamente in ferro, ogni pattino è costituito da una lama arcuata e affilata, studiata per garantire stabilità e scorrimento sul ghiaccio, fissata a una suola robusta e traforata. Un sistema di regolazione a vite permette di adattare i pattini a diverse misure di scarpe, che venivano assicurate alla struttura in ferro tramite ganci metallici dotati di un meccanismo di bloccaggio. Già nel II millenno a.C. nei paesi nordici si faceva uso di ossa di animali levigate e fissate a calzature per potersi muovere su ghiaccio e neve. Dal III secolo d.C. fecero la loro apparizione modelli più evoluti. L’iniziale aspetto sportivo legato al pattinaggio è però da attribuire ai Paesi Bassi (XIV secolo), dove nacquero le prime forme di pattinaggio di velocità e figura.
Di particolare suggestione il dipinto “Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli” di Pieter Bruegel il Vecchio (1566), soggetto pittorico poi ripreso nel Seicento dall’artista Hendrick Avercamp. Ma lo sport su pattini era destinato a svilupparsi, partendo dalle classi sociali abbienti, Nel 1770 Robert Jones dava il via al pattinaggio moderno con la redazione di un trattato dedicato. Nel XIX secolo negli USA comparvero i primi stivaletti con lame integrate realizzate su scala industriale. Nel 1882 a Vienna si svolse la prima gara di pattinaggio di figura, seguita, dalla prima competizione internazionale ad Amburgo del 1885. Il pattinaggio artistico fece il suo ingresso alle Olimpiadi di Londra del 1908, mentre le gare di velocità debuttarono a Chamonix nel 1924.
Il Museo
Il Museo Mangini Bonomi è gestito dalla Fondazione Emilio Carlo Mangini, costituita nel 1985 ed ha l’obiettivo di rendere fruibili le collezioni raccolte durante tutta la vita dall’imprenditore e scrittore milanese, curate poi dal figlio Giuseppe (prematuramente scomparso) ed ora raccolte nella Casa, nel cuore del centro storico di Milano, acquistata nel 1978 dal conte Annibale Scotti Casanova. L’appartamento privato, oggi aperto al pubblico, si articola a partire dal secondo piano. Saloni, salottini ma anche lo studio, la camera da letto e il bagno, arredati con mobili di Sei, Sette, Otto e Novecento e popolati da innumerevoli oggetti d’arte: dipinti, sculture, tappeti, orologi, paraventi, vasi e oggetti preziosi acquistati dai fondatori. Il Museo degli oggetti d’uso è invece ospitato in sette sale e presenta una varietà di oggetti d’uso quotidiano dei secoli passati, raccolto ed organizzato sistematicamente da Mangini nel corso degli anni.
Uno scrigno d’arte e di cultura, da visitare con curiosità ed un pizzico di emozione per l’amore che il fondatore di questo museo ha voluto donare lasciandoci un patrimonio inestimabile e ricco da tramandare nel tempo.
“Giochi e sport nelle collezioni del Museo Mangini Bonomi”
Via dell’Ambrosiana 20 - Milano
Sabato 7 e 14 marzo
Visite accompagnate ogni mezz’ora dalle ore 15 alle ore 18 – Ingresso e visite guidate gratuiti – prenotazione obbligatoria a info@museomanginibonomi.it