Politica - 04 marzo 2026, 11:46

La Lega blinda i tre assessori di Busto. Cassani: «Rimpasto improvvido, pretendiamo rispetto»

Il segretario provinciale leghista chiude la porta alle richieste dei meloniani: «Forse è una provocazione di qualcuno di Fratelli d’Italia locale. L’anno prossimo alle elezioni potranno dimostrare il proprio valore e vedere rappresentato in giunta il proprio peso, senza che questo sia influenzato da campagne acquisti e cambi di casacca dopo il voto»

Come deciso nell’ultimo vertice di maggioranza, il caso del rimpasto di giunta di Busto Arsizio arriverà sul tavolo delle segreterie provinciali (leggi qui).
Ma per quanto riguarda la Lega, il caso è chiuso sul nascere. Vale a dire che il segretario provinciale del Carroccio, Andrea Cassani, è perentorio nell’affermare che no, il proprio partito non cederà uno dei tre assessorati dopo la crescita del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, chiedendo lo stesso rispetto riconosciuto agli alleati: «Inutile anche perdere tempo. Forse è una provocazione di qualcuno di FdI locale. L’anno prossimo alle elezioni potranno dimostrare il proprio valore e vedere rappresentato in giunta il proprio peso, senza che questo sia influenzato da campagne acquisti e cambi di casacca dopo il voto». 

Nessuno spiraglio

Nel mirino dei “Fratelli” ci sarebbe la casella oggi occupata da un leghista (gli assessori del Carroccio sono Alessandro Albani, Manuela Maffioli e Paola Reguzzoni).
«Un rimpasto a un anno dalle elezioni mi sembra la cosa più inutile, pericolosa e improvvida di questo mondo – osserva tranchant Cassani –. A maggior ragione nei confronti di un partito della coalizione che già un anno fa, nonostante ci fossero degli accordi preelettorali che prevedevano certi ruoli in giunta, a fronte di una riduzione dei consiglieri, ha scelto di lasciare il ruolo di vicesindaco a Fratelli d'Italia, che ora ha sindaco, vicesindaco e presidente del Consiglio comunale». 

Pertanto, «per quanto mi riguarda non c'è più bisogno di partecipare a queste riunioni – prosegue Cassani –. Anche perché una decisione del genere non credo che trovi il favore del sindaco, che ha tutto l’interesse a fare il bene della città nel prossimo anno, per concludere bene il mandato, come il sottoscritto». Cassani è sindaco di Gallarate e, come il collega bustocco Emanuele Antonelli (FdI), il prossimo anno terminerà il secondo e ultimo mandato da primo cittadino.
«È una richiesta, forse una provocazione, di qualcuno di Fratelli d'Italia locale, che non penso venga condivisa dai livelli più alti – afferma ancora il leghista –. Per quanto mi riguarda è anche inutile perdere tempo con queste riunioni». 

Cassani, quindi, non parteciperebbe a una riunione sul tema? «Se Andrea Pellicini (presidente provinciale dei meloniani, ndr) mi chiede un incontro partecipo, ma stento a credere che possa convocare una riunione per una richiesta del genere dopo quello che è stato fatto un anno fa. Anche perché abbiamo urgenze ben più importanti di cui discutere, come i comuni che vanno al voto quest'anno e la battaglia referendaria. Quindi i desiderata di qualcuno che cerca un posto in più o vuole provocare a livello locale, secondo me in questo momento non sono una priorità di nessuno».

«Avanti così»

In ogni caso, per il segretario leghista «i miei assessori che stanno ben lavorando devono continuare a farlo senza lasciarsi irretire o distrarre da queste richieste che vengono da un partito che rispettiamo. Però, siccome noi rispettiamo Fratelli d'Italia, pretendiamo lo stesso rispetto. Un anno fa c’è stato un rimpasto per mutate condizioni, poi siamo rimasti con tre consiglieri come eravamo allora, quindi per me nulla cambia».

Se da parte di Fdi non ci fosse un passo indietro, si creerebbe un problema politico con gli alleati a poco più di un anno dal voto? «C'è un sindaco che è il garante della maggioranza e della tenuta dell'amministrazione comunale – risponde Cassani –. È un sindaco che ha tutto l'interesse a concludere bene il suo mandato. Gli appetiti di qualcuno non è che possano entrare nella vita amministrativa. Tra un anno ci saranno le elezioni e lì Fratelli d'Italia avrà la possibilità di dimostrare il proprio valore e di vedere rappresentato in giunta il proprio peso, senza che questo sia influenzato da campagne acquisti e cambi di casacca dopo le elezioni».

Riccardo Canetta