Cambio nelle fila dell’opposizione in consiglio comunale. L’inizio del 2026 ha visto uscire Greta Meraviglia e Luciano Almasio, capigruppo rispettivamente di Solidarietà e Progresso e di Centrodestra per Fagnano. Al loro posto sono entrati Fabio Lorusso e Gabriele Moltrasi.
Entrambi i rappresentanti della minoranza hanno rassegnato le proprie dimissioni. Prima, a gennaio, sono arrivate quelle della Meraviglia, poi, il 13 febbraio, è stata la volta di quelle Almasio. Le motivazioni alla base della scelta sono le stesse per l’una e per l’altro: lasciare la possibilità anche ad altri candidati delle liste d’appartenenza di poter fare un’esperienza in consiglio comunale.
In ambedue i casi è stata aperta la procedura di surroga che ha portato Lorusso, nato a Tradate nel 1978, primo dei candidati non eletti di Solidarietà e Progresso, a prendere il posto della collega, anche in qualità di capogruppo.
Il successore di Almasio avrebbe dovuto essere Rosella Vanzini, ma con la rinuncia di quest’ultima a ricoprire la carica, il testimone è passato a Gabriele Moltrasi. A lui, nato a Busto Arsizio nel 1983, è stato dunque assegnato il seggio vacante. Capogruppo di Centrodestra per Fagnano è ora il consigliere e vicepresidente del consiglio comunale Fausto Bossi.
«E’ stata una scelta condivisa dal gruppo – dichiara la Meraviglia – ed era stata già prevista all’indomani della sconfitta elettorale. La stessa cosa era avvenuta con l’avvicendamento tra i consiglieri Paolo Carlesso e Paolo Farè. Ad un anno dalle elezioni, – precisa - abbiamo ritenuto che fosse questo il momento opportuno per il cambio. Per me quella in consiglio comunale è stata un’esperienza formativa».
«Eravamo già d’accordo che ci sarebbe stato uno scambio - così Almasio spiega le sue dimissioni - per permettere a tutti di fare un’esperienza in consiglio comunale. Io comunque - assicura - non scompaio dalla politica, ci sono da preparare le elezioni».
Quella da consigliere comunale è stata, per l’esponente di Centrodestra per Fagnano, «un’esperienza molto positiva». «Peraltro - aggiunge - chi è in minoranza ha un vantaggio: deve occuparsi di tutto. Infatti l’impegno è molto gravoso, ma per me è stato affascinante».














