Per taluni, "marmuò" è un vizio, per altri è una consuetudine. Giusepèn si indigna, ad ammettere ciò, ma nei tempi passati, non era difficile scoprire il vezzo, perpetrato contro qualche persona di cui si provava invidia. D'accordo le chiacchiere di cortile, ma a vivere nelle case di ringhiera, si potevano osservare "fatti inconsulti" o manifestazioni poco credibili.
Le "comari" sono sempre esistite e la cosiddetta "lingua lunga" cercava di "farsi grande" col pieno rispetto di chi la assecondava. La ragazza che usciva di sera, ad esempio, nella fantasia delle comari, era giudicata una "poco di buono", ma pure il ragazzo, libero e sventurato che faceva notte, non si accreditava nel novero dei giovani maturi.
L'esercizio della "calunnia" gratuita, si manifestava con alterigia. Perfino in un'opera lirica si cantava "la calunnia è un venticello" che non evapora, ma si diffonde di voce in voce, sino a costituire una verità falsa!. E, chi ne fa le spese, sono le persone perbene che devono "lottare" per difendersi. Giusepèn taglia corto: "a libertò l'ea poca" (la libertà era poca) e "ul cuntròl l'ea tantu" (il controllo era eccessivo). Col bel risultato (si fa per dire) che talvolta, per negligenza o per ignoranza, si manifestavano casi estremi che avevano conclusioni drastiche.
Per giungere, in definitiva in "punizioni" invereconde che, con l'educazione avevano nulla a che fare. Un dato emerso in tempi moderni, è relativo alla nascita di bimbi illegittimi, dovuti più che mai, alla mancanza di ogni precauzione o di conoscenza. Eppoi, c'era un monito scriteriato che si posava sulla "testa" delle donne, pari alla cosiddetta "spada di Damocle" - l'uomo era "cacciatore" e la donna che si abbandonava all'amore, considerata, una poco di buono. Come a dire: è la donna che deve sapere tutelarsi, mentre l'uomo deve continuamente "osare" per magnificare quel "cacciatore" senza paura e senza macchia. L'ignoranza, poi, di tanti consigli sbagliati, portava a condannare una innocente che a volte si abbandonava agli istinti o alla "battaglia" dell'adrenalina.
Poi, finalmente, ci si è evoluti, per giungere agli eccessi odierni, dove si arriva al "sesso subito" senza valutare le conseguenze o il Sentimento. Ecco dov'è la "barriera" che deve essere considerata in un rapporto fra due persone: o si rispetta il sentimento oppure non si è felici. Il sesso da solo offre gioia-immediata, mentre il sentimento prepara il terreno per una vita da vivere assieme, per creare una nuova famiglia. Giusepèn non ci sta al detto ancestrale "bisogna spusassi vergin" (occorre sposarsi vergini), ma nemmeno è d'accordo sul "tutto e subito". Lui, Giusepèn, propende per il Sentimento che si perfeziona su un piano paritario di rispetto. La "volgarità" di un sesso-rubato o sulla costrizione, porta al delirio e allo sfaldamento della coppia che poi si ripercuote su quanto accade oggi.
E, la gente "l'à marmua" (sparla): rende pubblici fatti intimi (veri e falsi), difficilmente verificabili. Mormorare, non è solo un atto di bisbetiche comari, ma sono calunnie vere e proprie che partono dai cortili, ai sagrati della chiesa o nelle piazze, dove (un tempo) ci si trovava anche senza appuntamento. Oggi, d'altro canto, la Società sembra comportarsi all'opposto "s'a marmua menu, ma s'à capissi pu 'ndua al vò'l cervèl" (oggi si mormora meno, ma non si capisce più dove approda il cervello). I "mali del vivere" si sono perfezionati, sino a capire dove sta il rispetto per la vita e dove finisce il limite della tolleranza. Senza rispetto, tuttavia, non c'è amore e, senza amore, la vita fra le persone, si complica. Eccolo, il punto fermo, per una splendida unione: il RISPETTO