Valle Olona - 28 febbraio 2026, 19:00

VIDEO. La Piccola marcia per la Pace è tornata a colorare la Valle

Anche quest’anno gli amministratori e i cittadini dei comuni del territorio si sono riuniti per scendere in strada e ribadire il proprio no alla violenza e alla guerra, percorrendo le vie dei nostri paesi per sensibilizzare tutti su questo importante tema

Non c’è pace senza diritti”. È questo lo slogan che, come sempre, ha aperto la quarta edizione della Piccola marcia per la Pace, che nel primo pomeriggio di sabato è partita dalla Corte del Ciliegio a Castellanza per raggiungere, percorrendo le vie della Valle Olona, l’approdo di Calipolis a Fagnano Olona.

«Ogni giorno sembra sempre più complicato – ha sottolineato prima della partenza Flavio Castiglioni – oggi noi siamo qui a chiedere la pace, e nello stesso tempo qualche nazione ha iniziato un nuovo conflitto.
Le guerre non stanno diminuendo, ma si stanno moltiplicando, e noi oggi siamo qui per dare una testimonianza e far capire che noi non siamo d’accordo, per questo vogliamo metterci la faccia e dire “Basta guerre!”.
È un piccolo messaggio che vogliamo mandare, perché sappiamo che è difficile che qualcosa cambi, ma siamo altrettanto consapevoli di come sia importante esserci».

La Piccola marcia per la Pace, infatti, non è la sola manifestazione che si svolge sul territorio; qualche settimana fa anche Legnano è scesa in strada per lo stesso motivo: «Questo è un tema a cui tengo tantissimo – ha spiegato Cristina Scutari, anima della fiaccolata legnanese – è bello essere qui, come già successo per la fiaccolata, con tante persone, unite dai valori di pace, libertà e democrazia.
Per costruire la pace bisogna lavorare su quella che riguarda noi, perché, come dico sempre, se vuoi vedere un cambiamento nel mondo inizia tu a essere quel cambiamento.
Per questo dobbiamo lavorare sulla pace tra di noi, sulla cura delle nostre relazioni e negli ambienti in cui viviamo».

Alla marcia non è voluto mancare il sindaco di Legnano, che ha riportato l’esperienza del suo recente viaggio in Terra Santa: «Siamo andati con alcuni altri sindaci – ha raccontato Lorenzo Radice – e abbiamo avuto l’opportunità di parlare con le persone e di essere degli ambasciatori, perché esiste una diplomazia delle città.
Questo serve non per cambiare i destini di una guerra, ma per testimoniare che noi, che questa fascia la indossiamo perchè ce l’avete data, la portiamo in nome e per conto vostro, allora esserci significa dire che le comunità sono disponibili a fare dei passi e, come diceva Cristina prima, ad alzarsi dal divano e ad esserci».

Accanto a Radice, poi, non potevano mancare alcuni primi cittadini dei comuni della Valle, prima tra tutti la padrona di casa Cristina Borroni: «Essere presenti per le istituzioni in iniziative di questo tipo – ha proseguito il sindaco di Castellanza – è un dovere, per fare emergere tutte le contraddizioni che ci sono anche a livello istituzionale.
Non si può dire che una persona è a favore della pace quando l’unico strumento che usa è quello dell’attacco o della guerra in nome di una pace futura; sappiamo benissimo che nel momento in cui uso la violenza non costruisco percorsi di pace, ma creo dei deserti che diventa sempre più difficile ricostruire.
In una società come quella di oggi, dunque, queste contraddizioni non possiamo lasciarle correre così, stando in silenzio».

A chiudere i discorsi che hanno preceduto la partenza del corteo è stato il vice sindaco di Olgiate Olona: «Siamo in un periodo storico – ha concluso Leonardo Richiusa – in cui dovremmo rivedere il nostro modello di sviluppo, perché la causa di quello che stiamo vivendo è proprio questo; non è possibile che nel 2026 per risolvere le diatribe si usi ancora la violenza.
Noi dobbiamo uscire di casa e esporci, avere il coraggio di fare la nostra parte e per fare in modo che momenti di questo genere passino e non si ripetano più».

Loretta Girola