Valle Olona - 28 febbraio 2026, 20:09

Disturbi del comportamento alimentare: Teatro Tirinnanzi gremito per “Cuori in trasparenza”

Pubblico numeroso per la serata organizzata dal Rotary Club Castellanza in collaborazione con l’Associazione Ananke. Presentato il progetto “Terapia sospesa” per garantire anche a chi si trova in difficoltà economiche di accedere ai percorsi di cura. Prosegue la mostra in Famiglia Legnanese

Grande partecipazione e profondo coinvolgimento emotivo per la serata “Cuori in trasparenza – accogliere l’imperfezione”, svoltasi il 26 febbraio 2026 al Teatro Tirinnanzi di Legnano e organizzata dal Rotary Club Castellanza in collaborazione con l’Associazione Ananke. L’evento ha registrato la presenza di quasi 400 persone, confermando la forte attenzione del territorio verso il tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare.

L’iniziativa ha proposto una formula capace di unire approfondimento scientifico ed espressione artistica, affiancando agli interventi degli specialisti momenti di prosa e musica. Un dialogo tra competenza e linguaggio emotivo che ha reso la serata particolarmente intensa e coinvolgente.

Accanto ai contributi di professionisti del settore, che hanno offerto strumenti di lettura e riflessione su un fenomeno complesso e in crescita, grande spazio è stato riservato ai giovani. Protagonisti sul palco gli studenti degli Istituti Carlo Dell’Acqua e Gregorio Mendel, che hanno dato vita a performance di lettura, recitazione e accompagnamento musicale. I testi proposti, in molti casi scritti dagli stessi ragazzi, hanno restituito con autenticità il vissuto emotivo delle nuove generazioni, raccontando fragilità, paure, solitudine, ma anche il bisogno profondo di essere visti e ascoltati.

La scelta di affiancare alle parole degli esperti la voce diretta dei giovani ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’incontro, trasformando il teatro in uno spazio di confronto tra il mondo della cura, quello della scuola e quello delle emozioni vissute quotidianamente dagli adolescenti.

Nel corso della serata è stato presentato il progetto “Terapia sospesa”, nato per garantire a tutti la possibilità di accedere ai percorsi di cura per i disturbi alimentari, anche in presenza di difficoltà economiche. A sostegno dell’iniziativa è stata promossa una raccolta fondi realizzata grazie al contributo diretto degli studenti, attraverso la vendita di magliette ideate e realizzate dai ragazzi dell’Istituto Dell’Acqua e di fiori messi a disposizione dall’Istituto Mendel di Villa Cortese, segno concreto di partecipazione e responsabilità del mondo scolastico.

La serata si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione realizzato in collaborazione con I.S. Carlo Dell’Acqua, Associazione Famiglia Legnanese, I.S. Gregorio Mendel, Oratorio delle Castellane, Italia in Lilla, Fondazione Ananke di Villa Miralago, Villa Miralago – Centro per la cura dei disturbi alimentari, Consult@noi ODV e Associazione Ex Allievi I.T.C.G. “Carlo Dell’Acqua” – Legnano, con il patrocinio di Regione Lombardia – Il Consiglio e della Città di Legnano.

Soddisfazione nelle parole di Giuseppe Ferravante, presidente della Commissione Progetti, che ha ricordato l'impegno costante del club nei confronti dei giovani (lo stesso giorno si è svolta Operazione Carriere): "I disturbi alimentari parlano di emozioni, di fragilità, di immagine di sé e colpiscono sempre più spesso i giovani e i giovanissimi coinvolgendo profondamente anche le famiglie". Sapienti e toccanti le parole di Cinzia Fumagalli, presidente di Ananke, che ha condotto sapientemente il dialogo con gli esperti.

Il percorso prosegue ora con la mostra fotografico-narrativa “IO non ESISTO”, attualmente in corso presso la Famiglia Legnanese fino all’8 marzo 2026, con apertura al pubblico dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

La mostra prende avvio da una frase che sintetizza il vissuto di chi affronta un disturbo alimentare: “Io non esisto”. Attraverso immagini e parole, il percorso restituisce voce e presenza a un dolore spesso invisibile, ricordando che dietro la malattia non c’è soltanto un rapporto difficile con il cibo, ma una profonda richiesta di attenzione, accoglienza e ascolto.

Ogni fotografia racconta un frammento di una battaglia silenziosa, ogni testo diventa un ponte verso la comprensione. Il corpo si fa messaggio, mentre lo sguardo del visitatore è chiamato a trasformarsi in testimonianza e consapevolezza. Non solo una mostra da visitare, ma un’esperienza da attraversare e sentire, per riconoscere il disagio prima che diventi invisibile e promuovere una cultura della prevenzione e della cura.


 

C.S.