Serpeggia qualche preoccupazione fra quanti frequentano la zona vicino alla chiesetta della Madonna in Campagna. Perché quei terreni sono la sede naturale della festa che ruota intorno all’edificio sacro, trasferita, per le ultime edizioni, all’oratorio di Sacconago. Dopo l’esilio, nel 2026 è previsto il ritorno a casa. Ma l’avanzamento dei lavori per sistemare il terreno non sembra rapidissimo. E sui social i timori affiorano.
L’antefatto: l’area che si trova accanto e dietro la chiesetta è oggetto di un ampio cantiere, 11.000 metri quadri circa. Più o meno le dimensioni di un campo da calcio. Lì si sono succeduti anni di abbandono e un utilizzo incompatibile con lo svolgimento della festa: sterrati disseminati di buche e pozzanghere profonde, atti vandalici, pali della luce pericolanti e guasti (vedi QUI), materiale di riporto proveniente dalla realizzazione dell’hub intermodale a Sacconago.
Proprio a compensazione di quell’intervento, a novembre sono partiti i lavori per sistemare la zona (vedi QUI). Anche per ospitale la festa, una tradizione sentitissima a Sacconago e non solo. Il colpo d’occhio odierno, però, fa sorgere dubbi sul termine dei lavori nei tempi richiesti dall’appuntamento che si svolge a cavallo tra aprile e maggio.
«Ma ce la faremo – afferma il consigliere comunale con delega al Verde, Orazio Tallarida – lo abbiamo spiegato al Comitato che organizza l’evento. Ci sono stati incontri, abbiamo ascoltato le loro necessità, si sta lavorando anche sugli allacciamenti richiesti. La festa tornerà a casa. Se anche non fosse pronto l’intero terreno, che è molto ampio, si potrà allestire la festa su una sua parte, chiudendo quella in cui dovranno terminare gli ultimi lavori».
Obiettivo confermato, dunque, gli appassionati della festa possono guardare al prossimo futuro con un certo ottimismo. Sulla scorta, fra l’altro, dei risultati ottenuti l’anno scorso: a dispetto di una sede slegata dalla tradizione, il viavai sotto il tendone da 300 posti a sedere con ristorazione e sala da ballo fu intenso, le serate con musica dal vivo un successo. Merito dei volontari che, a dimostrazione dell’attaccamento alla “loro” chiesetta, lavorarono tenendo in bella vista una fedele riproduzione in scala dell’edificio. Al prossimo giro, potranno avere sotto gli occhi l’originale.