Sport - 26 febbraio 2026, 15:51

CrossFit Open 2026, record di iscritti per “Il Tempio dei Gladiatori”

Con 38 atleti al via, il box di Busto Arsizio guidato da Diego De Bernardi si conferma la realtà più numerosa del territorio nella manifestazione mondiale che parte questa sera

Riflettori accesi sulla stagione 2026 del CrossFit. Questa sera, alle 21, sarà reso noto ufficialmente il primo workout degli Open, la manifestazione mondiale che mette alla prova migliaia di sportivi in ogni angolo del globo. Tra i praticanti di questa disciplina l’attesa è palpabile, in tanti angoli del mondo. Clima identico all’interno del box di Busto «Il Tempo dei Gladiatori», che quest’anno si presenta ai blocchi di partenza con un numero record di partecipanti: ben 38 atleti.

Un risultato che pone la struttura bustocca in cima alla classifica per numero di iscritti tra le società sportive della nostra zona. Il proprietario del box, Diego De Bernardi, non nasconde la propria soddisfazione per la crescita costante della comunità: «Avere 38 persone che partecipano a una cosa del genere è sinonimo di salute - spiega De Bernardi - Rispetto allo scorso anno, quando i partecipanti erano una quindicina, siamo cresciuti moltissimo. Vuol dire che siamo stati bravi a coinvolgere anche persone che hanno iniziato da poco, dai tre mesi a un solo mese di pratica».

Dietro a questi numeri c’è un lavoro di squadra che parte dai vertici tecnici della struttura. De Bernardi sottolinea infatti il ruolo fondamentale dei suoi collaboratori: «Il merito è dell’head coach Mauro Pedroni e del coach Giuseppe Oddo. È grazie a loro se abbiamo così tanti partecipanti; hanno fatto capire l'importanza di partecipare a una manifestazione di questa portata».

Come funziona la sfida mondiale

Gli Open rappresentano la prima fase di qualificazione ai CrossFit Games e durano tre settimane. Ogni giovedì sera (fuso orario americano), CrossFit HQ annuncia un allenamento, denominato WOD, che gli iscritti di tutto il mondo devono eseguire entro il lunedì successivo. Una volta completata la prova, il risultato viene caricato su una classifica mondiale online. Per chi punta alle fasi successive, i punteggi devono essere convalidati da giudici certificati o tramite l'invio di un video. Quest'anno, la soglia per accedere ai «Quarterfinals» è fissata al top 25% degli atleti di ogni categoria.

Rx, Scaled e Foundations: una gara per tutti

Uno dei segreti del successo degli Open è la loro inclusività. Ogni allenamento viene infatti proposto in diverse versioni: «Rx», ovvero la modalità standard per gli atleti più esperti; «Scaled», per chi preferisce carichi ridotti o movimenti meno tecnici; e infine «Foundations», pensata per chi ha iniziato da poco. Questo permette a chiunque, dal neofita all'atleta d'élite, di misurarsi con i propri limiti e monitorare i propri progressi anno dopo anno.

L’atmosfera nel box e il ruolo dei giudici

Sebbene la classifica sia globale, il cuore pulsante degli Open è all'interno dei box locali. Qui, la fatica individuale si trasforma in una festa collettiva. Il ruolo dei giudici è fondamentale: non solo devono contare le ripetizioni e verificare che i movimenti siano eseguiti secondo gli standard richiesti, ma rappresentano anche il primo supporto motivazionale per chi è impegnato sul campo.

Per quanto riguarda invece la nutrita pattuglia di atleti che scenderanno in campo per testare il proprio livello di fitness, l'elenco dei partecipanti del box bustocco comprende Monica Albè, Simone Albertini, Alice Alfani, Federico Anastasia, Cristiano Aspesi, Stefania Astolfoni, Fabrizio Bacchi, Marco Bogdalin, Mirco Cardani, Andrea Conchaud, Martina Corteni, Marco Cottarelli, Daniel Crosta, Diego Francesco De Bernardi, Luca Dell’Oro, Emanuele Di Paolo, Luca Fertitta, Alessia Fugazza, Matteo Landini, Eleonora Lavarra, Marta Lualdi, Carlo Marchese, Pablo Margni, Maria Marino, Giulia Marocchino, Cesare Pagone, Mauro Pedroni, Alessandro Perna, Elena Pollaroli, Mirko Resca, Simone Retaggi, Francesco Romeo, Biagio Rossino, Liliana Rucco, Alessandro Turini, Jessica Vedovato, Riccardo Virdis e Tommaso Zaltron.

Giovanni Ferrario