Milano - 24 febbraio 2026, 10:11

L’Associazione Calligrafica Italiana compie 35 anni

La presidente Francesca Biasetton racconta una storia nel segno della bellezza della scrittura a mano

In un mondo sempre più digitale esiste una realtà che continua a coltivare la passione e la bellezza della “scrittura a mano”. A sostenere e sviluppare la conoscenza di questa vera e propria arte venne fondata a Milano nel 1991 l’Associazione Calligrafica Italiana (Associazione Calligrafica Italiana).

I contatti sviluppati nei trentacinque anni con associazioni calligrafiche internazionali, in Europa e negli Stati Uniti ha ulteriormente accresciuto il prezioso lavoro di conservazione di questa capacità espressiva mantenuta viva nonostante i moderni mezzi di comunicazione abbiamo ridotto la scrittura manuale e la bellezza di quella calligrafica. Dieci anni fa, in occasione dei 25 anni dalla fondazione, fu organizzato un convegno internazionale presso l’Archivio di Stato di Milano dal tema “La scrittura a mano ha un futuro?” proprio per sottolineare la necessità di mantenere e accrescere la conoscenza di un settore che rappresenta in molti casi anche un’attività lavorativa di grafici e aspiranti calligrafi.

L’articolo 3 dello statuto, infatti, recita: “L’Associazione persegue attività culturali, in particolare ha lo scopo di promuovere la diffusione della calligrafia, ossia l’arte della bella scrittura e del disegno manuale delle lettere e di far conoscere ovunque la tradizione calligrafica italiana. L’Associazione vuole rappresentare un valido punto di riferimento per tutti coloro che, in maniera sia professionale che amatoriale, vogliono avvicinarsi alla calligrafia e al lettering e più in generale alle varie discipline dell’arte del libro”. 

L’attività dell’Associazione si concretizza in una cinquantina di corsi di formazione annuali in alcune località italiane (in presenza e on line) che permettono di diffondere approcci e tecniche della scrittura a mano. Da tredici anni ACI assegna anche borse di studio per la partecipazione al workshop “Fine estate in Calligrafia”, corso internazionale con la presenza di eminenti calligrafi. Ma ACI è attenta anche al tema educativo e didattico, con l’obiettivo di riportare nelle scuole la scrittura a mano calligrafica. Nel 2012 ha realizzato anche un corso teorico-pratico dal titolo “Bentornata calligrafia”.

Abbiamo incontrato la Presidente Francesca Biasetton (in carica dal 2010), docente ACI e visiting professor presso NABA. Milano e IED Firenze.

Francesca, le persone dedicano sempre meno tempo alla scrittura, eppure il successo e la numerosità di iscritti ai corsi organizzati da ACI è sempre costante. Una contraddizione? Possiamo dire che esiste ancora la ricerca del bello e dell’estetica?

B. Si pensa di poter fare a meno della scrittura manuale, ma sono numerose le situazioni in cui viene utilizzata. La scrittura a mano, e in particolare la calligrafia, ci richiedono e ci permettono di ridurre i tempi frenetici a cui siamo sottoposti oggi. Lo studio e la pratica della calligrafia esigono di rallentare per uscire dagli automatismi della scrittura e prestare attenzione per eseguirla secondo le regole del bello. Una un testo scritto a mano, un biglietto di auguri, con una grafia leggibile, richiama la nostra attenzione: come l’abito su misura, la calligrafia rende preziosa e speciale la situazione in cui è utilizzata.

Uno degli scopi di ACI è la diffusione della tradizione calligrafica italiana, attraverso lo studio e l’approfondimento, dedicando questo patrimonio anche alle scuole ed ai giovani in generale. Possiamo affermare che si tratta di una missione? Nella vostra pubblicazione “Bentornata calligrafia” si ricorda che “…è importante capire che la calligrafia è la combinazione di un’attività grafica, linguistica e psicologica: questi tre aspetti sono legati e influenzano a vicenda. Fare calligrafia a scuola significa occuparti della grafia, cioè della forma grafica della scrittura e non dei suoi risvolti letterari o psicologici, anche se questi tre livelli sono intrecciati e non lavorano mai l’uno senza l’altro…

B. Abbiamo dedicato tempo e risorse allo studio di un modello corsivo per la primaria, e alla formazione per l’insegnamento del corsivo nella scuola primaria, in particolare seguendo il metodo di Anna Ronchi. Crediamo sia importante conoscere e insegnare secondo un metodo, che favorisce sia l’esecuzione che la leggibilità. La scrittura manuale è un’attività complessa da apprendere, che coinvolge diverse abilità, facilitata anche da una corretta postura, prensione e ductus. Senza un metodo corretto la scrittura può diventare estremamente complessa, specialmente il corsivo.

La scrittura a mano non è solo un hobby per coltivare le proprie capacità artistiche ma anche una professione. Ci racconta quali sono i risvolti lavorativi che offre il cimentarsi nella bella calligrafia?

B. Nel corso di questi 35 anni l’Associazione ha formato diversi professionisti che svolgono un’antica professione, anche in chiave moderna: la calligrafia viene utilizzata in occasione di eventi, per realizzare inviti, segnaposto, menu e per personalizzare oggetti. Ma anche in tutte le occasioni in cui si utilizzano le lettere – logotipi, titoli, insegne… – che, se scritte a mano assumono un altro valore: sono lettere “uniche”, progettate e realizzate per una speciale situazione.

I vostri corsi (distribuiti su alcune città italiane) sono volutamente organizzati con pochi partecipanti per sessione ed è una scelta precisa dettata dalla volontà di seguire con attenzione ogni singolo iscritto. Scelta ponderata e sicuramente dettata dalla vostra esperienza nel settore. Quali sono i riscontri?

B. I corsi in presenza permettono di avere un’esperienza molto più completa: si entra in relazione non solo con il docente, ma con tutto il gruppo; si impara osservando gli esercizi degli altri, a capire cosa funziona e cosa no, e perché; si provano nuovi strumenti scrittori, carte e inchiostri, si entra in relazione, e si crea uno scambio anche dal punto di vista umano, nascono nuove amicizie. Si rimane in contatto e ci si ritrova, magari in occasione di un prossimo corso. Anche per i corsi online abbiamo optato per un numero limitato di partecipanti, per permettere al docente di seguire ognuno, fornendo un riscontro il più possibile mirato. ACI non vuole fare cassa, vuole offrire una formazione di altro livello – e i risultati ci dimostrano che funziona.

Quest’anno festeggiate il 35° dalla fondazione. All’epoca, la Milano degli anni Novanta, ancora non permeata in maniera ossessiva dal “digitale”, vedeva la scrittura manuale ancora diffusa. Cosa è cambiato oggi in tal senso? Come celebrerete questo anniversario che sa di resilienza e di volontà culturale di non disperdere un patrimonio di conoscenze e di tecniche così affascinanti?

B. Sono anni che leggiamo notizie alternanti sulla scrittura manuale: non è più necessaria, va abolita, è indispensabile, meglio il digitale, patrimonio UNESCO… ACI va avanti per la sua strada, crediamo nell’importanza della scrittura manuale e della calligrafia, nella vita di tutti i giorni e come disciplina artistica. Continueremo a proporre le nostre attività – corsi, conferenze, visite guidate… - e a collaborare con le realtà che condividono le nostre finalità e interessi. Pensiamo di festeggiare i 35 anni dalla fondazione insieme al Festival delle Lettere, con cui collaboriamo da diversi anni.

Il prossimo appuntamento è il 7-8 marzo 2026 con iscrizione entro il 27 febbraio ed il tema sarà “Introduzione all’italico” (Associazione Calligrafica Italiana » MI06-Introduzione all’italico), workshop indirizzato a chi si avvicina per la prima volta alla calligrafia e che permette di conoscere le basi del pennino tronco e avere un primo approccio al corsivo italiano.

Non disperdere le nostre radici, la tradizione e la bellezza della cultura è compito di tutti e l’Associazione Calligrafica Italiana rappresenta un unicum nel panorama divulgativo, didattico e educativo che trova nel suo DNA, partito dal cuore di Milano le capacità e l’entusiasmo perché nulla di tutto ciò si disperda.

Giuseppe De Carli