Sport - 07 febbraio 2026, 12:36

Milano-Cortina 2026, doppietta azzurra in discesa: Franzoni secondo, Paris terzo

Prime medaglie italiane alle Olimpiadi Invernali. Nella libera di sci alpino vinta dallo svizzero Von Allmen, l'Italia torna sul podio olimpico della specialità 12 anni dopo il bronzo di Christof Innerhofer. Per il veterano Paris è la chiusura di un cerchio, per il giovane Franzoni la consacrazione: «Vittoria a Kitzbühel e oggi una medaglia olimpica: sono cose che non avrei mai immaginato».

Paris e Franzoni (foto adnkronos)

La discesa libera sulla pista Stelvio di Bormio apre il medagliere azzurro ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 con un risultato di grande spessore tecnico. In una specialità che storicamente ha riservato poche soddisfazioni all’Italia, arrivano contemporaneamente un argento e un bronzo, i primi due podi della spedizione nazionale in questa edizione olimpica.

Fino a oggi, la storia della discesa libera maschile italiana ai Giochi contava soltanto tre medaglie, con l’unico oro risalente a quello di Zeno Colò a Oslo nel 1952 e l'ultima medaglia di Christof Innerhofer a Sochi nel 2014. Il risultato odierno aggiorna una statistica ferma da anni, portando sul podio due generazioni diverse della nostra velocità.

Le medaglie azzurre
A conquistare la medaglia d’argento è Giovanni Franzoni. L’atleta, considerato l’astro nascente della nazionale italiana (quest'anno vittorioso sulla mitica Streif di Kitzbühel), ha sciato con estrema precisione, fermando il cronometro a 1:51.81. Franzoni ha mancato il gradino più alto del podio per soli due decimi di secondo, finendo alle spalle dello svizzero Franjo von Allmen che ha vinto la gara in 1:51.61.

Subito dietro si è piazzato Dominik Paris, medaglia di bronzo con il tempo di 1:52.11. Per Paris, che sul tracciato di Bormio ha costruito i successi più importanti della sua attività agonistica, questo podio olimpico rappresenta la chiusura di un cerchio al termine di una carriera ottima. Il veterano azzurro è stato il più veloce di tutti nel primo tratto di pista, riuscendo a contenere il distacco nella parte finale e a scalzare dal podio lo svizzero Marco Odermatt, che manca ancora una volta l'appuntamento con la medaglia olimpica in questa specialità.

Più indietro gli altri azzurri, Mattia Casse e Florian Schieder.

L'emozione di Franzoni
«È stata una gara strana» ha esordito Franzoni, spiegando come abbia vissuto l'avvicinamento all'evento con una calma insolita, trasformatasi in forte pressione poco prima del via. «Non ho avuto tanta tensione in questi giorni. Poi, man mano che si avvicinava la partenza, mi è salita: sentivo le gambe dure già prima di scattare. È stata un'emozione particolare».
Nonostante la soddisfazione per il podio, Franzoni ha analizzato con lucidità il distacco di due decimi dal vincitore Franjo von Allmen, individuando il punto esatto in cui ha perso l'oro: «Sono partito decisissimo. La pista era bellissima, un grazie a chi è riuscito a prepararla perché era fantastica da sciare. Purtroppo la Carcentina, dove avevo già sbagliato in prova, non l'ho fatta pulitissima. Secondo me l'oro l'ho lasciato lì, perché due decimi avrebbero cambiato tutto».
Per l'atleta delle Fiamme Gialle, questo argento olimpico si aggiunge a una stagione già straordinaria: «A pensare a inizio stagione di poter vincere a Kitzbühel e adesso di portare una medaglia olimpica in discesa... sono cose che non avrei mai immaginato».

Giovanni Ferrario