Difendere il verde in un quartiere già soffocato dal traffico e dall’urbanizzazione è una scelta che parla di futuro. Per questo sabato 7 febbraio, dalle 15 alle 17, cittadini e associazioni si ritroveranno in un sit-in nel prato di via Madre Teresa di Calcutta, a Beata Giuliana. L’obiettivo dichiarato è chiaro: raccogliere firme per chiedere che una delle ultime aree verdi del rione non venga cementificata.
Un quartiere che chiede respiro
Beata Giuliana è uno dei quartieri più densamente edificati e trafficati della città. In questo contesto, per i promotori dell'iniziativa, il prato di via Madre Teresa di Calcutta rappresenta non solo uno spazio verde, ma anche un presidio di vivibilità, socialità e salute. La sua possibile trasformazione in una colata di cemento ha acceso la mobilitazione dei residenti, determinati a difendere ciò che resta di un equilibrio urbano sempre più fragile.
La petizione cresce e guarda a quota mille
Intanto la petizione su Change.org per la tutela del rione Beata Giuliana ha superato le 800 firme e continua a crescere, puntando con decisione all’obiettivo delle mille adesioni. I numeri raccontano un interesse diffuso e in costante aumento: oltre 9.460 visualizzazioni, 966 condivisioni, 22 promotori attivi e 878 firmatari a oggi dimostrano quanto il tema sia sentito dalla cittadinanza.
L’appello dell’associazione Riabitare
Tito Olivato, presidente dell’associazione Riabitare, rilancia ancora una volta la richiesta di sostegno. L’associazione, insieme a quasi 900 cittadini, sta chiedendo con forza che quell’area resti un bene comune, un luogo da preservare e valorizzare. La mobilitazione non si fermerà al sit-in: è probabile che nei prossimi mesi nascano nuove iniziative a difesa del lotto di terra di via Madre Teresa di Calcutta.
Partecipare è possibile
Chi vuole sostenere la richiesta può farlo anche online, votando e firmando la petizione al link:
https://share.google/VDYItdgKxXzqI5nZG
«Difendere il verde oggi significa scegliere che tipo di città vogliamo domani», sostengono i promotori.