Economia - 29 gennaio 2026, 15:56

Oltre 1.900 espositori e una leva immensa per economia e cultura: il Salone del Mobile «punto fermo in un tempo instabile»

Presentata oggi l'edizione numero 64 che si svolgerà dal 21 al 26 aprile a Fiera Milano. Ci saranno 227 brand tra debutti e ritorni, il contractor si ritaglia uno spazio chiave, tante conferme e novità da scoprire. La presidente Maria Porro: «Nel pieno di una fase geopolitica ed economica segnata da profonde discontinuità e da nuove polarità, il Salone riafferma il suo ruolo di piattaforma strategica globale»

Salone del Mobile.Milano 2025 Giulia Copercini

In tempi incerti, un porto sicuro c'è. Un motore per l'economia, come per la cultura, con un fermento anche sociale per Milano e non solo: il Salone del Mobile. Oggi, è stata presentata l'edizione numero 64, che si svolgerà dal 21 al 26 aprile a Fiera Milano. A Rho -  per oltre 169mila metri quadrati di superficie netta, tutta andata a ruba - arriveranno oltre 1.900 espositori: si mette orgogliosamente in vetrina il Made in Italy, ma il 36,6% delle aziende negli stand proviene dall'estero.

Chi viene chi torna chi debutta

Si contano 227 brand tra debutti e ritorni, con l'emozione della prima volta dunque, come di rivivere l'esperienza. Inoltre, in questa edizione ritroviamo le gettonatissime Biennali EuroCucina con FTK – Technology For the Kitchen (106 brand da 17 Paesi) e il Salone Internazionale del Bagno (163 brand da 14 nazioni). Ultimo, ma non ultimo, quel SaloneSatellite che chiama 700 designer under 35 e scuole e atenei internazionale. 

Non manca una novità importante, anzi due. Debutta il Salone Contract, con il masterplan affidato a Rem Koolhaas e David Gianotten (OMA), perché sia offerto il debito spazio a un ecosistema in evoluzione, una capacità sempre più a 360 gradi delle aziende e dei designer di dare una risposta globale a un progetto. Spazio anche a Salone Raritas. Curated icons, unique objects, and outsider pieces, con 25 espositori che si cimenteranno con un ponte tra produzione speciale e mercato del progetto, con la curatela di Annalisa Rosso, Editorial Director e Cultural Events Advisor del Salone del Mobile.Milano, e l’exhibition design firmato da Formafantasma. 

Ancora, nel percorso A Luxury Way (padiglioni 13-15) ecco Aurea, an Architectural Fiction, installazione immersiva ideata da Maison Numéro 20: si potrà dunque entrare in un hotel immaginario capace di trasformare l’interior design in racconto e scenografia, perché si possano davvero le sensazioni e le emozioni di abitare una dimora. La campagna di comunicazione “A Matter of Salone” racconterà tutto questo e molto di più.

Le voci 

È stata proprio la presidente del Salone Maria Porro (nella foto, credits Salone Guido Stazzoni) a ribadire il ruolo del Salone, più cruciale che mai in un periodo tempestoso come questo, dalla tempesta dei dazi americani ai conflitti che lacerano il pianeta.

«Nel pieno di una fase geopolitica ed economica segnata da profonde discontinuità e da nuove polarità, il Salone del Mobile.Milano riafferma il suo ruolo di piattaforma strategica globale e risponde con visione e continuità ai mercati - ha osservato - proponendosi come un punto fermo in un tempo instabile: un luogo dove l’industria si incontra, il pensiero si articola e il futuro si progetta. Il raggiungimento del sold-out della superficie espositiva e il significativo incremento della presenza estera sono il risultato concreto di una strategia integrata e lungimirante, costruita nel tempo. Una visione che ha in Milano il suo centro propulsore e che si sviluppa attraverso una rete di relazioni internazionali solida e in continua espansione».

Tutto è frutto di un duro lavoro attraverso il mondo: «Dopo le tappe nel Regno Unito e in Germania, stiamo proseguendo il nostro roadshow internazionale con nuove missioni in Francia e Spagna. Ma guardiamo anche oltre. Agli Stati Uniti, un mercato fondamentale per tutto il comparto, dove a Miami abbiamo avviato una collaborazione con Art Basel, che consolideremo a marzo a Hong Kong, attraverso un progetto che coinvolgerà un numero ancora maggiore di aziende italiane: un’alleanza strategica tra due piattaforme leader della creatività e del progetto contemporaneo, capace di aprire una nuova frontiera di contaminazione culturale e commerciale tra design e arte. Altri orizzonti sono India, oggi uno dei mercati con il più straordinario potenziale di crescita, ma anche Marocco, Turchia, Portogallo». E ancora, Riyadh, il Giappone e altri scenari dove si è seminato dimostrando un fattore chiave: «La forza del Salone è sempre stata quella di agire come sistema: non solo un evento, ma un’infrastruttura culturale ed economica in continua trasformazione. Un ecosistema – come ci conferma il lavoro con il Politecnico di Milano – capace di produrre valore diffuso, che si traduce in impatto economico, ma anche in pensiero critico, rigenerazione urbana, ospitalità e nuovi servizi. Milano è il nostro baricentro, ma oggi il Salone è anche una politica industriale che si fa visione e azione». 

La leva culturale viene definita dalla presidente leva strategica e si manifesta con i talk, le installazioni, le esposizioni, perché «il design non è più solo prodotto, ma racconto, pensiero, sistema».

I dati del settore

Nel corso della presentazione si  sono evidenziati anche i dati di settore, come tradizione. Il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin ha sottolineato: «La filiera legno-arredo nel 2025 ha registrato un fatturato alla produzione di 52,2 miliardi di euro, in crescita del 1,3% sul 2024. Le esportazioni, pari al 37% del totale, sull’anno si stimano stabili (+0,4%), pur mostrando nei primi dieci mesi ‘25 segnali di debolezza in alcuni mercati strategici come Francia (-1,3%) e Stati Uniti (-2,5%). Di contro, qualche segnale di miglioramento e ripresa arriva dalla Germania (+1%)». 

L'export resta il cuore della filiera, ma certo richiede alle nostre aziende una crescente capacità di adattarsi, presidiare, diversificare i mercati e affrontare tutti i rapidi cambiamenti della nostra epoca. E proprio le imprese hanno risposto con vigore a queste sfide. 

Milano e la Lombardia

Ma il Salone è Milano che si anima più che mai, gli showroom, i volti da tutto il mondo. La Lombardia e tutto il Paese.

Il sindaco Giuseppe Sala ha ricordato: «Il concerto della Filarmonica della Scala che darà il benvenuto al Salone del Mobile e la presenza della Manifestazione in città, con installazioni e iniziative durante i giorni della Milano Design Week, testimoniano in modo evidente e concreto il legame profondo che unisce la Manifestazione e Milano: un dialogo e una collaborazione costanti e vivaci che non temono il passare del tempo... Siamo certi che Milano, reduce dall’appuntamento con Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, saprà accogliere con rinnovato entusiasmo progettisti, operatori, aziende, buyer e visitatori provenienti da tutto il mondo per prendere parte al Salone del Mobile.Milano».

Così il presidente della Regione Attilio Fontana: «Il Salone del Mobile di Milano rappresenta un modello virtuoso di sviluppo sostenibile, capace di coniugare innovazione, responsabilità ambientale e crescita occupazionale. È qui che il design diventa leva concreta per la transizione ecologica delle filiere produttive e per la valorizzazione del lavoro, delle competenze e dei talenti che rendono la Lombardia uno dei territori più dinamici d’Europa. Regione Lombardia sostiene con convinzione una Manifestazione che genera occupazione qualificata, rafforza la competitività delle imprese e promuove una cultura del progetto attenta alle persone, ai territori e alle generazioni future».

Marilena Lualdi