Mentre nel centro di Busto Arsizio le fiamme iniziano a consumare i primi fantocci già nel tardo pomeriggio, a Sacconago ci si prepara per quello che è diventato, a tutti gli effetti, l’atto conclusivo dell'intera giornata dedicata alla Giöbia. L’Associazione Commercianti di Sacconago, che porta avanti questa tradizione da una decina d'anni, ha organizzato un programma che unisce gastronomia e folklore, richiamando cittadini da ogni zona.
Il fulcro dell'evento è rappresentato dalla grande risottata. Paolo Crespi, tra i referenti dell'organizzazione, spiega i dettagli di una macchina operativa ormai collaudata: «La nostra giornata entrerà nel vivo tra le 19:30 e le 19:45 nel cortile della chiesa vecchia. Qui ci sarà la distribuzione del risotto: abbiamo rinnovato la collaborazione con il castello "Il Monticello" di Varallo Pombia, che porterà i suoi cuochi per cucinare il tipico risotto con la luganiga».
I numeri previsti sono importanti, a testimonianza di quanto l'evento sia sentito: «Solitamente distribuiamo tra le 1.000 e le 1.500 porzioni – prosegue Crespi –. Con un'offerta volontaria, chi partecipa riceve il piatto di risotto, la chiacchiera e un bicchiere di vino, per trascorrere una serata conviviale».
Il momento più atteso resta però l'accensione del falò, con la partecipazione del primo cittadino. Negli anni, il Comitato ha infatti scelto di posticipare il rogo per permettere l'intervento di Emanuele Antonelli, impegnato nel "tour delle giöbie". «Abbiamo spostato l’accensione alle ore 21 proprio per attendere l'arrivo del sindaco, che darà fuoco alla pira nel parcheggio del vecchio oratorio», sottolinea Crespi. Questa tempistica rende la Giöbia sinaghina l'ultima a bruciare in città: «Siamo gli ultimi a dare fuoco al fantoccio a Busto. Questo fa sì che, dopo i roghi in centro, molta gente si sposti a Sacconago per vivere gli ultimi momenti della festa insieme a noi».
Il manufatto realizzato dai commercianti quest'anno non rinuncia a una punta di satira locale, puntando il dito sulla gestione dell'illuminazione pubblica. Il fantoccio, che tiene in mano una lanterna, è accompagnato da cartelli inequivocabili che richiamano gli «anni d'attesa» per lampioni mancanti in un quartiere che vorrebbe maggior luce tra le proprie vie. La frase in dialetto sul cartello principale, «Stasia a gha pensu men!!» (Stasera ci penso io), sottolinea con ironia come saranno proprio le fiamme della Giöbia a fare finalmente luce a Sacconago.
Accanto alla figura principale, nel parcheggio del vecchio oratorio, troverà posto anche una seconda Giöbia più piccola e colorata. Si tratta della creazione dell'asilo nido "Primi Passi" di Sacconago, che reca la scritta "Giöbia 2026". «Collaboriamo da anni con l’asilo nido di Sacconago – spiega ancora Crespi – Anche i bambini hanno allestito la loro Giöbia che verrà bruciata insieme alla nostra, rendendo l'evento un momento di partecipazione per tutte le famiglie».
La serata non si concluderà con l'esaurirsi delle fiamme principali, verso mezzanotte. Ma per gli organizzatori, la veglia attorno alle braci della Giöbia è ormai diventato un rituale comunitario e continuerà fino a notte fonda: «Rimarremo - conclude Crespi - nel cortile del vecchio oratorio fino a quando le fiamme si saranno spente, indicativamente verso l'una di notte. Saremo circa una ventina di persone a chiudere la serata restando vicino alla brace con qualche salamella».