Eventi - 23 gennaio 2026, 15:04

Nodo e rete: Filosofarti 2026 unisce territori, istituzioni e saperi

Dal tema Nodo/Rete alla costruzione di una cittadinanza attiva e condivisa. La XXII edizione del festival, riconosciuto da Regione Lombardia, si diffonde sul territorio con il sostegno delle amministrazioni e il contributo di università, associazioni e realtà culturali. «La cultura è una leva sociale, un atto di responsabilità collettiva», sottolinea l’assessore Caruso

Torna a Gallarate – e si estende ben oltre i confini cittadiniFilosofarti, il festival della filosofia e delle arti che nel 2026 raggiunge il traguardo della XXII edizione e rilancia con decisione la propria vocazione: fare della cultura un’esperienza diffusa, accessibile, capace di generare comunità. Da febbraio a marzo, il programma si svilupperà secondo un nuovo modello di rete culturale, intesa sia come stile organizzativo sia come contenuto tematico, attorno al filo conduttore Nodo/Rete. Singolo e comunità.

Un progetto che cresce grazie a un ampio sistema di patrocini e collaborazioni che coinvolge Gallarate, Varese, Busto Arsizio, Somma Lombardo, Besnate, Samarate, Castiglione Olona, Saronno e Arona (con patrocinio), e che si fonda su rapporti strutturati con l’Ufficio scolastico provinciale e con le università del territorio, Liuc e Insubria. Una rete concreta, prima ancora che simbolica, costruita da un team di progetto ampio e trasversale: l’obiettivo, come ribadito in fase di presentazione, non è l’autoreferenzialità, ma «portare cultura, discussione e comunità, mettendo a confronto punti di vista diversi».

La dimensione istituzionale si intreccia con quella sociale. «Filosofarti è una rassegna importantissima, una vera eccellenza per Regione Lombardia», ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Gallarate Caruso, evidenziando come la cultura sia una leva di sviluppo sociale, capace di favorire prevenzione, dialogo e cittadinanza attiva: «Una cultura che esce dagli ambiti accademici e va tra la gente». Accanto a lei, l’assessora Chiara Allai, con delega al Sociale, ha ricordato l’impegno dell’amministrazione nel mettere a disposizione gli spazi comunali: «Gli eventi di Filosofarti parlano a tutti, dai giovani agli anziani, e questo è un valore da sostenere».

Il programma si aprirà il 10 febbraio con una preview dedicata al Giorno nazionale del Ricordo, a conferma dell’attenzione del festival per i nodi della memoria collettiva. In questo solco si inserisce uno degli appuntamenti più attesi, con Giuseppe Blumetti, che proporrà una riflessione sui Balcani trent’anni dopo, interrogandosi su come l’Europa abbia rivelato la propria fragilità di fronte alla guerra, ai nazionalismi esasperati e ai conflitti segnati anche da interessi economici.

Nel suo cuore più profondo, Filosofarti resta un’agorà. Lo ha ricordato monsignor Riccardo Festa, richiamando il senso del Teatro delle Arti come progetto pastorale: «Per operare nella carità serve il consenso sulla pari dignità di tutte le persone. Serve una cultura capace di trovare parole e linguaggi che rendano tutti partecipi, non strumenti che creano esclusione». Una visione che dialoga pienamente con il tema della rete come spazio di responsabilità condivisa.

Il cartellone attraversa linguaggi e discipline. La filosofia sarà protagonista con Ivano Dionigi, Carlo Sini, Cesare Camardo e Carlo Serra a Castiglione Olona, e Matteo Saudino ad Arona. Accanto, un percorso teologico plurale con Alberto Maggi, Vito Mancuso ed Emanuela Fogliadini. Ampio spazio anche alla letteratura, alle arti visive e alla fotografia, in particolare a Busto Arsizio e Gallarate, mentre la musica contemporanea troverà terreno fertile grazie alle reti attive a Castiglione Olona, come ha ricordato Carlo Monti, citando l’esperienza di Camardo e delle realtà musicali locali.

Non mancano le contaminazioni con il presente più urgente. La Liuc, come spiegato da Nadia Cattaneo, proporrà una riflessione che intreccia filosofia, economia e impresa: «Temi che sembrano lontani dalle scienze economiche, ma che in realtà le attraversano profondamente». In questo contesto si inserisce l’intervento di Luca Mari, dedicato all’intelligenza artificiale e al rapporto etico tra uomo e tecnologia. Anche l’Università dell’Insubria conferma il proprio sostegno, come ribadito da Paolo Nitti: «Riconosciamo in Filosofarti un luogo coerente con il lavoro sul linguaggio e sulla riflessione critica».

Il festival guarda a tutte le età e a tutti i pubblici e si traduce anche in azioni concrete, come la cena solidale “Assaporare solidarietà” con Falcone e Terraluna, gli incontri dedicati al carcere con Luigi Pagano, e quelli sulla cooperazione internazionale con Fabio Geda e Cuamm. La rete si amplia con nuove tappe, come Saronno, che ospiterà due appuntamenti sulle pari opportunità con Vera Gheno e Maura Gancitano, e il Circolo San Martino di Ferno, con incontri insieme a Francesco Muzzo Papa e Sara Magnoli.

Alla base di tutto, una visione pedagogica della cultura come bene comune, capace di contrastare la povertà educativa e di ricostruire il legame tra individuo e collettività. Filosofarti 2026 si conferma così non solo un festival, ma un laboratorio civico permanente, che invita a rallentare, interrogarsi e costruire insieme nuove forme di appartenenza. Anche attraverso strumenti partecipativi come il crowdfunding, attivo sul sito ufficiale, perché la rete – prima di tutto – vive se viene condivisa.

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Alice Mometti