A Gallarate il Giorno della Memoria non si limita al rito, ma diventa esercizio collettivo di consapevolezza. In vista del 27 gennaio, data simbolo della liberazione del campo di Auschwitz, l’amministrazione comunale e il mondo associativo cittadino propongono due appuntamenti distinti ma profondamente intrecciati, uniti dall’idea che ricordare significhi soprattutto interrogare l’oggi.
Il momento centrale è in programma lunedì 27 gennaio alle 18.30 alla Sala comunale Ex Scuderie Martignoni, in via Venegoni 3, con l’incontro pubblico dal titolo “La Giornata della Memoria oggi: il passato che interroga il presente”. Un’occasione di riflessione e approfondimento promossa dall’assessorato alle Attività Formative, guidato da Claudia Mazzetti, che ha scelto di rinunciare quest’anno alla formula del concerto per privilegiare il dialogo e l’analisi storica.
«Abbiamo sentito il bisogno di andare oltre la celebrazione – spiega l’assessore – perché il contesto storico che stiamo vivendo rende necessario fermarsi, approfondire, capire. Il Giorno della Memoria non è solo ricordare, ma conoscere davvero, senza superficialità. Da qui il titolo scelto: il passato che interroga il presente».
A confrontarsi saranno Emanuel Segre Amar, presidente del Gruppo Sionistico Piemontese, figlio di un deportato nei campi di concentramento, e Antonio Maria Orecchia, professore di Storia contemporanea all’Università degli Studi dell’Insubria, studioso che da anni affronta con rigore scientifico i temi della Shoah e dei totalitarismi del Novecento. A guidare il dialogo sarà il giornalista Matteo Inzaghi, direttore di Rete55. «Il valore dell’incontro – sottolinea ancora Mazzetti – sta proprio nel mettere in relazione la testimonianza, la ricerca storica e l’attualità, per aiutare soprattutto le nuove generazioni a comprendere quanto questi temi siano ancora drammaticamente presenti».
Prima del momento di riflessione in sala, Gallarate tornerà anche a camminare nella Memoria. Sabato 25 gennaio, con ritrovo alle 10.30 e conclusione alle 12.30, è in programma una camminata cittadina tra le Pietre d’Inciampo, organizzata da ANPI Gallarate – sezione Attilio Colombo – e A.M.I., con il coinvolgimento del Club Letterario Carù e di Osvaldo Bossi per le letture.
Il percorso toccherà tre luoghi simbolici della città: via Mameli all’angolo con via Curioni, dove è ricordato Vittorio Arconti, deportato per la sua opposizione politica; piazza Garibaldi, con la pietra dedicata a Lotte Fröehlich; e via Palestro all’angolo con via del Popolo, in memoria di Clara Pirani Cardosi, entrambe uccise perché ebree. Pietre posate nel 2022 grazie a un’iniziativa condivisa tra associazioni e Comune, che oggi tornano a parlare ai passanti.
«Fare memoria è uno dei nostri compiti statutari – afferma la presidente di ANPI Gallarate, Guja Baldazzi – ma questa volta abbiamo voluto farlo in modo diverso. Non solo un gesto formale, ma una camminata commentata, in cui raccontiamo chi erano queste persone, le loro storie, le ragioni che le hanno portate alla deportazione. È un modo per riportarle dentro la città viva».
Una memoria che, nelle intenzioni degli organizzatori, non resta confinata al passato. «Per noi ricordare significa parlare ai cittadini di oggi – aggiunge Baldazzi – per dire con chiarezza che rifiutiamo ogni forma di nazionalismo, totalitarismo e razzismo. Il nostro pensiero andrà alle vittime del 7 ottobre, agli episodi di antisemitismo successivi, ma anche alle vittime di Gaza, delle guerre in Ucraina, in Sudan e di tutti i conflitti dimenticati, così come ai migranti respinti alle frontiere. La memoria serve se ci aiuta a leggere il presente».