Busto Arsizio si stringe nel cordoglio per la scomparsa di Domenico Rossi, per tutti Mimmo, fondatore della storica pizzeria di Sacconago e personaggio riconosciuto in tutta la città e oltre. Mimmo, spentosi all'età di 78 anni (LEGGI QUI), non è stato solo un imprenditore di successo, ma un simbolo capace di unire l’autenticità napoletana allo spirito bustocco, trasformando il suo locale in un punto di riferimento per intere generazioni. Sabato i funerali nella chiesa di Sacconago, alle 15.30 (preceduti alle 15.15).
Il mondo del commercio cittadino ha voluto omaggiare la sua figura con parole cariche di stima e commozione. Anche l'assessore al commercio, Matteo Sabba, ha voluto sottolineare l’importanza di Mimmo per il tessuto urbano: «Ho accolto con dolore questa notizia, è un vero dispiacere per tutta Busto Arsizio» ha dichiarato Sabba, ricordando l'impatto dell'attività di Mimmo sulla città. «Era una vera e propria istituzione. Le sue cene spettacolo con Pulcinella erano diventate un richiamo tale da attirare persone anche da fuori Comune. Se ne va, a suo modo, un artista delle attività cittadine. Il suo contributo al commercio locale è stato unico e mancherà a tutta la comunità».
Coro unanime tra le associazioni commercianti cittadine. Dopo quello del Comitato Commercianti Centro Cittadino (LEGGI QUI), un ricordo profondo arriva dai vertici di Ascom Busto Arsizio e Medio Olona. Il direttore Francesco Dallo ha voluto sottolineare il legame personale, oltre che professionale, con Rossi: «Lo conosco da quando sono ragazzo perché, oltre all'aspetto di carattere professionale che ci ha legato in fase successiva, fin da giovane, insieme agli amici, sono sempre stato anche un cliente. Ho in mente molto bene la persona al di là dell'imprenditore. Ho sempre apprezzato la sua validità professionale da un lato e, dall'altra parte, il suo aspetto fortemente umano, legato alla clientela come se fosse parte della sua famiglia. Ricordo la nota di colore di quando arrivava a cantare: era veramente fantastico, ti faceva sentire come se fossi a una festa e non semplicemente a mangiare un buon piatto». Dallo ha inoltre elogiato la capacità di Rossi nel garantire la continuità aziendale: «C'è una prosecuzione generazionale all'interno dell'attività, un aspetto che tante volte non si guarda ma che, in questo periodo storico, è difficilissimo da trovare».
Sulla stessa linea il presidente di Ascom, Rudy Collini, che definisce quella di Mimmo «una perdita importante su una realtà che ha sempre caratterizzato la zona di Sacconago come eccellenza, portando visitatori su tutto il territorio e portando la nomina della sua pizzeria e della qualità dei prodotti della nostra città in tutti questi anni. È una figura caratteristica, conosciuta e particolare, che è un lustro del nostro territorio».
Gino Savino, segretario di Ascom e titolare della Pizzeria Capri, ha ricordato l'arrivo di Rossi a Busto, avvenuto circa quarant'anni fa grazie a un legame con la sua stessa famiglia: «È un altro pezzo di storia della città che se ne va. Quel locale era di mio zio Mario, che glielo vendette». Savino ha poi riflettuto sull'evoluzione del settore: «Con lui se ne va un pezzo di storia, quel tipo di pizzeria, la pizza storica di una volta, sta scomparendo a favore della pizza gourmet. Mimmo era uno di quelli che ha fatto diventare grande Busto Arsizio, non solo per la pizza, ma anche per la sua simpatia e il suo modo di fare».
Toccanti anche le parole di Manuela Brazzelli Lualdi, amica storica di Rossi: «Un imprenditore intelligente e lungimirante», un uomo dalla schiena dritta. Brazzelli Lualdi ha ricordato come Mimmo abbia «contribuito a diffondere le tradizioni napoletane» in città, definendolo «eccezionale, grande in tutto».
Fino alle esequie, si potrà rendere omaggio a Mimmo nella Casa Funeraria Fratelli Ferrario di via Bottego.
Domenico lascia un'eredità fatta di passione e umanità, che continuerà a vivere attraverso i figli e i nipoti nel locale di Sacconago, che riaprirà il 25 gennaio dopo il periodo di lutto. Busto Arsizio perde il suo Pulcinella, ma il ricordo della sua allegria resterà impresso nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino e di sedersi in uno dei tavoli di via Padre Reginaldo Giuliani per godersi una atmosfera tanto pittoresca quanto divertente.