“Abbiamo detto sì alle Olimpiadi invernali per responsabilità e per amore verso il nostro territorio. È stata una scelta dettata dalla volontà di dimostrare le capacità della nostra gente, l'accoglienza della Lombardia e la forza delle istituzioni locali, anche in un momento in cui il governo nazionale dell'epoca era titubante”. Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto al panel ‘Crescita e sviluppo dei territori: l’eredità di Milano Cortina 2026’, nell’ambito dell’evento ‘Dal sogno alla realtà. L’Italia al centro del mondo’, organizzato al MAXXI di Roma.
Fontana ha ricordato il ruolo determinante delle Regioni nella fase iniziale della candidatura olimpica. “All’epoca – ha sottolineato – il Governo era timido nel sostenere i grandi eventi. Ma Lombardia e Veneto decisero di andare avanti da sole, in nome dell’autonomia e della responsabilità dei territori. Solo con il nuovo Governo, grazie al sostegno di figure illuminate come i ministri Salvini e Giorgetti, si è arrivati a un coinvolgimento diretto dello Stato centrale”.
Nel suo intervento, il presidente ha poi parlato del coinvolgimento della popolazione e dell’entusiasmo suscitato dall’evento. “I milanesi e tutti i lombardi hanno accompagnato questo percorso con entusiasmo crescente. Penso, a esempio, al passaggio della fiaccola olimpica: ha suscitato una reazione che non immaginavo. A Varese, la mia città, 20.000 persone hanno accolto il fuoco olimpico per le strade. È stato un momento emozionante e significativo”.
Un capitolo importante è stato dedicato alle opere pubbliche e alle infrastrutture connesse ai Giochi: “Le Olimpiadi sono un acceleratore di progetti che da anni volevamo realizzare. È vero, ci sono stati disagi – ha ammesso Fontana – ma la nostra gente, concreta e consapevole, ha accettato queste difficoltà sapendo che si tratta di investimenti per il futuro. La legacy di Milano Cortina sarà fatta di ferrovie più moderne, strade più efficienti, impianti sportivi a disposizione di tutti”.
Accanto al presidente lombardo, al panel erano presenti anche il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider e l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Stefano Antonio Donnarumma.