«Jonathan ha subito un’irruzione violenta nella sua abitazione e ha reagito per difendere se stesso e la propria famiglia. In queste situazioni chi si difende è vittima, non criminale». Sul caso di Lonate Pozzolo, torna a intervenire il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Romana Dell’Erba, che segue da vicino le questioni di sicurezza nella provincia di Varese ed è firmataria di una mozione del capogruppo Christian Garavaglia, depositata in Consiglio regionale.
E spiega: «La legge è chiara: l’articolo 52 del Codice penale, aggiornato dalle riforme del 2006 e del 2019, tutela chi reagisce in casa propria, riconoscendo l’impatto emotivo e il turbamento provocato da un’aggressione improvvisa. Non è accettabile che chi si difende debba affrontare procedimenti giudiziari lunghi, complessi e dolorosi».
Dell’Erba sottolinea come la Procura di Busto Arsizio abbia dato credito alla versione di Rivolta, che al momento non risulta indagato.«l fatto che le forze dell’ordine abbiano presidiato l’abitazione per prevenire ritorsioni evidenzia il clima di paura che l’aggressione ha generato nella comunità locale».
Ancora: «La solidarietà espressa dall’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa va nella direzione giusta. Regione Lombardia deve garantire sostegno legale e psicologico a Jonathan e alla sua famiglia, e coinvolgere il Comune di Lonate Pozzolo in iniziative concrete per proteggere i cittadini e ripristinare la legalità nei quartieri più a rischio».
Nella mozione, che ancora dovrà essere discussa in Consiglio, si sollecita infatti una serie di impegni, oltre a quelli sopra citati, compresi «procedere con interventi che mirino a ripristinare ambiti di legalità laddove siano presenti campi Rom nei quali o dai quali si generino forme di violenza e di microcriminalità» o «stimolare, nelle diverse sedi competenti, una revisione delle politiche nazionali e locali a riguardo degli insediamenti di campi nomadi, con l'obiettivo di garantire ai territori e ai cittadini residenti il massimo livello di sicurezza e la possibilità di avviare progetti di legalità e rispetto civile». Si invita anche a provvedere, compatibilmente con le risorse disponibili, nella definizione di azioni e misure di sostegno a tutti i cittadini lombardi oggetto di aggressioni analoghe presso il proprio domicilio o la propria attività, a tutela dell'incolumità personale e a difesa della proprietà privata».
Romana Dell'Erba ribadisce: «Chi difende la propria vita, i propri familiari e la propria casa deve sapere di avere lo Stato dalla propria parte. La sicurezza dei cittadini e la certezza del diritto vengono prima di tutto, senza zone grigie e senza dubbi».