Politica - 20 gennaio 2026, 16:37

Monti (Lega): «Bocciata la mozione ridondante. Regione Lombardia già presente con una Legge. È semmai ora di mettere al centro la cronicità»

In Consiglio regionale una mozione sulle cure primarie è stata respinta e una approvata, con la Lega che rivendica le riforme già attuate in Lombardia a sostegno di medici di base, distretti sanitari e sanità territoriale

Discusse oggi in Consiglio Regionale due mozioni abbinate circa lo sviluppo e il sostegno alle attività dei dottori di Medicina Generale all’interno del Servizio Sanitario Regionale (SSR), in coerenza con le previsioni del PNRR e con le normative regionali non ancora attuate, e sull’omogeneizzazione dell’attività dei medici di assistenza primaria (MAP) e pediatri di libera scelta (PLS) del SSR. La prima mozione è stata bocciata, la seconda approvata. Nel merito è intervenuto il consigliere regionale della Lega Emanuele Monti, Presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia, che ha ricordato: “La prima mozione è stata bocciata perché ridondante. Già a seguito della pandemia di covid nella nostra Regione si era sviluppato un grande dibattito sul rafforzamento delle cure primarie, attraverso incontri con i diretti interessati, i sindacati e le rappresentanze. Questo patrimonio prezioso di riflessioni e suggerimenti è arrivato all’Assemblea regionale ed è stato recepito con emendamenti e un testo base della Giunta e ora sono una Legge regionale. Al netto degli atti di indirizzo, validissimi, la valorizzazione delle cure primarie è già legge in Lombardia: serve certamente un atto indirizzo che supporti alcuni aspetti della Legge, previsti ma non ancora messi in pratica”.

“In passato l’attribuzione della a governance ha creato ambiguità sull’attribuzione delle cure primarie sul territorio, tra ATS o ASST. Grazie alla nostra Legge quelle ambiguità sono state risolte assegnando la governance alle ASST, integrando ospedale e territorio”, prosegue il consigliere leghista. Che aggiunge: “Con la nostra Legge abbiamo valorizzato i Distretti sanitari, che prima erano pochi e ora sono in numero maggiore e più incisivi sul territorio; abbiamo introdotto la possibilità di vaccinarsi in farmacia, inserendo quel grandissimo valore aggiunto che è la possibilità di scegliere dove farsi immunizzare, grazie ai sistemi informatici; abbiamo integrato i medici di base con la sanità territoriale e le farmacie e previsto premialità per i medici che lavorano in gruppo, dando loro la facoltà di operare con molteplici competenze sul territorio, grazie anche ai fondi stanziati da Regione Lombardia, prevedendo per il futuro anche il finanziamento per gli ambulatori dei piccoli Comuni.

“Ancora”, conclude Monti, “abbiamo dato impulso alla telemedicina e alla telerefertazione, diventando i primi in Europa nella cura del diabete di tipo 1 e 2. Ora è semmai importante mettere al centro temi come la cronicità, su cui c’è un dibattito nazionale. La Lombardia, che da anni è la Regione più avanzata in campo sanitario, potrà cogliere l’occasione di affrontare questa problematica proprio grazie ai medici di medicina generale”.

c. s.