Gioeubia al centro delle polemiche. Talmente invasive e onnipresenti che non ci si stupisce più nemmeno quando si associano alle tradizioni. Ci sono state le polemiche per l’abolizione del rogo all’Ite Tosi, quelle per la conseguente “dedica” del fantoccio alla dirigente scolastica Amanda Ferrario, quelle ambientaliste per la ripetizione di un rito inquinante, quelle, le più clamorose, per la raffigurazione di Laura Boldrini a opera dei Giovani Padani. Possibile preservare lo spirito della gioeubia senza inciampare in episodi sgradevoli o battibecchi? Interviene sul tema la consigliera comunale del Pd, Cinzia Berutti, che loda il coinvolgimento delle scuole così come proposto dall’assessore all’Istruzione, Chiara Colombo, un mix di tradizione (ingrediente base) e apertura ad altre culture (ciliegina sulla torta). E poi auspica che i fantocci 2026 siano incentrati sui concetti di rinascita e abbondanza, centrali nei riti di accensione tipici di gennaio (gioubia inclusa), evitando «…sterili sproloqui politici…» visto che «…la satira politica ha il suo spazio in altre occasioni». Di seguito la riflessione inviata a sindaco, assessore alla Cultura e all’intera Amministrazione comunale.
Siamo ormai alla vigilia della Giöbia, tradizione bustocca amatissima che rappresenta per la nostra città un vero e proprio rito collettivo. Scuole, associazioni, cittadini preparano il loro fantoccio e la comunità si ritrova nei giardini, negli oratori, in piazza per bruciare l’inverno, fare spazio alla stagione più mite ed augurare prosperità. Da sempre il fuoco ha significato rinascita ed abbondanza: i contadini bruciavano i campi per concimare il terreno, garantendo nuovi frutti; il fuoco porta energia e vitalità.
La ricorrenza della Giöbia merita ogni anno l’attenzione della nostra Giunta Comunale. Nella riunione del 14 gennaio u.s. su proposta dell’assessore Colombo, è stato approvato il regolamento del “Concorso della Tradizione della Giöbia 2026. “Ci sarà un premio alle quattro scuole cittadine classificatesi tra le prime dall’importo complessivo di € 1.000,00, sotto forma di contributo per l’acquisto di materiale per la costruzione del fantoccio, di materiale scolastico e di libri per le biblioteche scolastiche (di cui uno inerente le tradizioni di altri stati del mondo)”.
Bella questa indicazione: conserviamo con cura le nostre tradizioni senza paura di aprirci alla conoscenza degli altri. “I fantocci – prosegue la Giunta - saranno valutati da una giuria che giudicherà e redigerà la graduatoria delle Giöbie partecipanti. Le vincitrici saranno premiate con l’esposizione pubblica nella giornata della ricorrenza e successivamente bruciate nel tradizionale falò conclusivo”.
Da sempre è in piazza Santa Maria che, prima del falò, vengono esposti molti fantocci della Giöbia, frutto della fantasia e del lavoro di scolari, giovani e adulti. La loro mostra è meta di curiosi e scolaresche che ammirano divertiti gli allestimenti. Ogni fantoccio merita una sosta ed una spiegazione: si ammirano i dettagli, si leggono le scritte, spesso in bustocco, e si comprende il significato che i costruttori hanno voluto attribuire al loro fantoccio.
Di fronte ad alcuni allestimenti è facile comprendere il messaggio, per altri è più impegnativo. Mi auguro che nel 2026 i messaggi siano carichi di cultura popolare, di richiami alla rinascita e all’abbondanza, di positività e ottimismo, perché in tempi come questi la speranza e la gioia sono più necessarie che mai, e rimangano lontani da sterili sproloqui politici. La satira politica ha il suo spazio in altre occasioni.
Buona Giöbia a tutti!