Scuola - 19 gennaio 2026, 18:09

Da Roma ad Auschwitz, l'intenso Viaggio della Memoria raccontato da due studenti e un prof del liceo Crespi

L’esperienza, costruita come un laboratorio itinerante, vuole sollecitare domande, letture critiche e responsabilità. Non si limita al ricordo, ma prova a rendere attuale la memoria attraverso un’esperienza concreta e condivisa

Sono partiti il 15 gennaio i due studenti Marika P. di 5CL e Paolo F. di 4BC del liceo Crespi di Busto insieme al professor Giacomo Cuccu per un intensissimo Viaggio della Memoria, iniziativa che coinvolge più di cento studenti da tutte le regioni italiane, pensata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UceiI) come una esperienza fuori aula con l'obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla storia della Shoah, preparandole in modo consapevole al 27 gennaio, Giorno della Memoria.

 L'esperienza ruota intorno ad un lungo viaggio con tappe in luoghi significativi che costruiscono la memoria collettiva: partenza da Roma, dove i ragazzi hanno visitato il Tempio Israelitico Maggiore e il Ghetto ebraico. Da qui, il 16 ottobre 1943, vennero rastrellati dai nazifascisti 1022 ebrei romani, deportati poi ad Auschwitz; di loro, solo in 16 torneranno a casa, e nessuno dei bambini.

Il viaggio ha attraversato l'Italia: da Roma gli studenti sono arrivati in treno Bologna, per visitare il campo di Fossoli, presso Carpi. Poi è stata la volta di Milano e il Binario 21 alla Stazione Centrale. Sabato 17 gennaio gli oltre cento studenti e docenti hanno raggiunto, in aereo,  Cracovia: lì le delegazioni hanno cominciato una serie di attività formative centrate sulla creatività nelle arti e sulla progettazione culturale che si prolungheranno fino al 21 gennaio, quando i lavori si concluderanno alla presenza del Ministro Valditara.

 L’ultima tappa della Memoria è quella più significativa: il campo di Auschwitz. I ragazzi lo hanno visitato oggi, in una giornata di sole abbagliante e di insopportabile gelo.  I ragazzi stentano a immedesimarsi in una realtà così lontana, incredibile, estranea dalla loro vita. e per fortuna. Fanno fatica a seguire i racconti, sentono un fastidio interiore, rifiutano. Oppure si lasciano andare e finiscono per sentire l'oppressione, il senso di soffocamento, il peso della Memoria.

 L’esperienza, costruita come un laboratorio itinerante, vuole sollecitare domande, letture critiche e responsabilità. Non si limita al ricordo, ma prova a rendere attuale la memoria attraverso un’esperienza concreta e condivisa. Così la descrive il docente che accompagna i ragazzi, prof. Giacomo Cuccu:

All'inizio delle attività ogni gruppo è stato diviso in "comitati" contrassegnati da un numero progressivo, per un totale complessivo di 13 comitati. I comitati sono stati una bellissima occasione per meglio conoscere i propri compagni di viaggio, confrontarsi e scambiarsi impressioni e riflessioni. I comitati sono stati costituiti con grande varietà geografica e di specificità dei componenti. Dopo un lavoro di rielaborazione e di revisione individuale delle proprie mappe di osservazione, ai comitati è stato chiesto di dare avvio alla fase di cogenerazione, con l'ausilio si una mappa che permettesse di operare una sintesi condivisa delle lenti di osservazione più utilizzate frequentemente dai membri del gruppo. Un lavoro particolarmente impegnativo è stato individuare una domanda di ricerca che ci costringesse a riflettere su nuove possibilità di sguardo sulla memoria e sul presente. Complesso certo, ma che ha permesso una riflessione profonda e coinvolgente tra tutti i membri del gruppo! Scoprendo una connessione non banale sulle difficoltà che si incorre quando si opera nella pratica della Memoria collettiva.

Comunicato Stampa