Busto Arsizio - 17 gennaio 2026, 09:45

Teatro Sociale tutto esaurito: “Streghe da marciapiede” incanta e scuote Busto Arsizio

Teatro Sociale di Busto Arsizio sold out per Streghe da marciapiede, black comedy intensa e provocatoria. Uno spettacolo applauditissimo, tra ironia e dramma, sorretto da una regia efficace e da interpretazioni di grande livello. In scena una storia cupa e affascinante che scava nell’ambiguità dell’animo umano e non lascia indifferenti

Il passaparola ha funzionato e il risultato è stato evidente già all’ingresso: teatro Sociale di Busto Arsizio gremito in ogni ordine di posti. Un tutto esaurito che racconta meglio di qualsiasi slogan il successo di “Streghe da marciapiede”, black comedy intensa e provocatoria che ha conquistato il pubblico con un mix efficace di ironia, inquietudine e riflessione profonda.

Applausi convinti e prolungati hanno salutato la fine di uno spettacolo capace di tenere alta la tensione dall’inizio alla fine. Una scenografia essenziale ma funzionale e una recitazione di alto livello hanno valorizzato un testo che alterna momenti di sarcasmo feroce a passaggi drammatici di forte impatto emotivo.

La storia prende forma attorno a quattro donne, prostitute, accusate dell’omicidio di un giovane trovato morto nella loro casa. Durante l’interrogatorio, il ragazzo assume contorni sempre più enigmatici: una presenza estranea, quasi sovrannaturale, descritta come un “angelo oscuro della notte” proveniente da mondi lontani. Da qui si sviluppa una narrazione a incastro, fatta di flashback, confessioni e mezze verità, in cui nulla è mai completamente certo.

Le protagoniste reagiscono in modo diverso all’irruzione dell’intruso nelle loro vite. Alba, la più matura, proietta su di lui un ambiguo sentimento materno, legato a un infanticidio nascosto nel proprio passato. Gina sfoga la sua aggressività umiliandolo, figlia di una storia familiare violenta e disfunzionale. Tuna, borghese e intellettuale, cerca nel giovane un riscatto affettivo che metta ordine alla propria identità. Morena, infine, la più istintiva, tenta una relazione semplice che però riapre le ferite di una violenza subita anni prima.

Nel corso dell’interrogatorio, le quattro donne si avvolgono in una fitta nebbia di segreti e manipolazioni, adattando la verità ai propri interessi e trascinando l’ispettore in un labirinto di ambiguità. Il sospetto di una loro natura “stregonesca” cresce fino a farlo perdere il controllo, trasformando l’indagine in una discesa nell’ossessione.

A firmare lo spettacolo Francesco Silvestri, con un cast affiatato e convincente composto da Gina Amarante, Luisa Amatucci, Miriam Candurro, Antonella Prisco e Peppe Romano, diretti con equilibrio e ritmo da Stefano Amatucci.

Un successo pieno, dunque, per una messinscena che non si limita a intrattenere ma invita a interrogarsi su identità, colpa, desiderio e verità. E il tutto esaurito del Sociale di Busto Arsizio ne è stata la conferma più eloquente.

Laura Vignati