Ultim'ora - 16 gennaio 2026, 14:34

Piantedosi all'Adnkronos: "Pacchetto sicurezza in Cdm a gennaio. Avanti con operazione Strade sicure"

(Adnkronos) - Dalla stretta sui coltelli alle norme per contrastare l’immigrazione irregolare, il Viminale ha predisposto un nuovo pacchetto sicurezza: oltre 60 norme divise tra un decreto legge e un ddl. Ministro Piantedosi, quando pensate di portare i provvedimenti in Cdm?  

''Sono un insieme di norme che ora dovranno essere sottoposte a un'ultima rifinitura nel confronto con gli altri ministeri. Confidiamo che ci possano essere tempi compatibili con l'approvazione in Consiglio dei ministri entro questo mese e poi saranno trasmessi al Parlamento. Sarà l'occasione per tutte le forze politiche, anche quelle dell'opposizione, di occuparsi di un tema, quello della sicurezza, che è stato molto dibattuto negli ultimi mesi''.  

Il pacchetto sicurezza contiene anche delle norme che riguardano il contrasto all'immigrazione irregolare. Tra queste ce n'è qualcuna che possa sbloccare la situazione dei centri in Albania?  

''No, quello che darà rinnovato slancio ai centri in Albania sarà l'entrata in vigore prossima dei regolamenti europei a giugno. I regolamenti europei acquistano vigore anche negli ordinamenti nazionali, quindi sono subito applicativi. Saranno quelle regole, che fino a ora mancavano, a risolvere i problemi creati in qualche passaggio giurisdizionale. Non vi sarà bisogno di altro. I centri in Albania nel frattempo continuano a operare come un cpr per rimpatriare migranti irregolari". 

Il ministro Crosetto aveva espresso nelle scorse settimane l’intenzione di ripensare l’operazione Strade Sicure e di ridurre l’impiego dei soldati, riportando i militari al loro ruolo originario. Ieri ne ha chiesto il rifinanziamento. D'altro canto la Lega ha chiesto l’aumento dei militari impiegati. Insomma è un tema che sta facendo discutere la maggioranza. Qual è la sua idea sul futuro di Strade Sicure? 

"Io non credo che ci sia stato mai un sostanziale disaccordo sul tema, come poi è stato chiaro alla fine. So per certo che il ministro Crosetto non ha mai pensato di eliminare a breve o comunque di portare a eliminazione il progetto Strade Sicure, che credo sia un fiore all'occhiello anche per i militari, peraltro apprezzati da tutti i cittadini. Si tratta di fare un ragionamento di prospettiva, credo che questo volesse dire Crosetto: gli scenari internazionali fanno sì che si immagini che in futuro lo strumento militare sia sempre di più caratterizzato da una vocazione univoca. Tutti gli apparati militari mondiali ed europei si stanno in qualche modo riorganizzando in considerazione di questi scenari: la crisi russo-ucraina, quello che è successo a Gaza, adesso l'Iran. Quindi il ministro ha semplicemente segnalato che sarà opportuno in futuro, non nell’immediato, cioè in prospettiva, che i militari tornino a svolgere i compiti per i quali vengono reclutati e selezionati. Ma non ha mai pensato di fare una cesura netta e di togliere all'improvviso 6.800 militari che stanno dando un contributo molto importante sul controllo del territorio. Detto questo, mi auguro che quando arriverà il giorno in cui si potrà fare un ragionamento di questo tipo, potrà essere fatto in una condizione in cui l'attività che abbiamo avviato in questi anni di forte rafforzamento degli organici delle forze di polizia abbia completato il suo percorso. Noi abbiamo ereditato una situazione che era ai limiti del disastro, nonostante adesso l'opposizione in qualche modo si stracci le vesti sul tema: c'era un rilevante numero di pensionamenti, rispetto ai quali, pur previsti, non erano state messe risorse dai precedenti governi per rimediare. Ora lo stiamo facendo noi. Stiamo colmando già un impegnativo turn over e stiamo andando anche oltre. Continueremo ad estendere al massimo tutte le capacità assunzionali perché abbiamo l’ambizione di rendere gli organici delle forze di polizia massimamente efficienti. Quindi credo che sia stata una sorta di tempesta in un bicchiere d'acqua: sono testimone del fatto che non c'è stato mai disaccordo né tra Crosetto o altri ministri né tra Crosetto e la Lega". 

Dopo i fatti di Crans Montana la premier Meloni ha annunciato l'intenzione di vietare le candele scintillanti e altri artifici pirotecnici nei locali pubblici per evitare il ripetersi di tragedie simili. E' un tema di cui avete già parlato?

 

"Tragedie come quelle di Crans Montana, dove giovani vite sono state spezzate in una maniera così atroce, scuotono le nostre coscienze e ci sollecitano a immaginare tutto il possibile perché non succeda mai più. E' un obbligo riflettere sempre sulle cause e su quello che si può fare perché non si ripetano. Uno dei temi è sicuramente quello dell'utilizzo di artifizi pirotecnici all'interno di locali chiusi. E' una riflessione che stiamo facendo e che abbiamo sottoposto ai tecnici. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che è parte del ministero dell’Interno, ha un ruolo non solo di intervento e soccorso, ma anche di concorso nell'attività istruttoria proprio per la prevenzione degli incendi e per le autorizzazioni che vengono date a questi locali. La normativa italiana è già molto rigorosa in materia di sicurezza. Detto questo, la sicurezza non è mai un tema chiuso. Ogni riflessione ulteriore è utile se serve a rafforzare la tutela delle persone. Adeguare e rendere sempre più efficaci le misure di prevenzione è un dovere del legislatore e del Governo.". 

Dopo lo sgombero di Askatasuna si è parlato molto dello sgombero di CasaPound. Il movimento ha chiesto si avvii l’iter per la regolarizzazione, come già avvenuto in altri casi di occupazioni di sinistra. E’ ipotizzabile una strada del genere? 

"Una regolarizzazione sarebbe una questione che non compete al Viminale o alle autorità di pubblica sicurezza. Gli eventuali accordi per regolarizzare situazioni di occupazioni precedentemente senza titolo intercorrono tra gli occupanti e i proprietari. Qualche volta si può percorrere questa strada se se ne ravvisa l’opportunità da parte degli enti territoriali o da qualcun altro, ma non certo dalle prefetture o dalle questure o dal ministro dell'Interno. Per cui nel caso di CasaPound i soggetti che sono interessati e che possono discutere di un accordo di questo tipo lo faranno senza il nostro coinvolgimento. Questo vale per Casapound come per chiunque altro".  

Anche nel centrodestra c’è chi chiede di fare ancora di più sul fronte degli sgomberi.

 

"Lo sgombero del Leoncavallo e di Askatasuna dopo decenni di immobilismo. L’azzeramento di nuove occupazioni di interi stabili dopo stagioni di lassismo. La fine del fenomeno dei rave abusivi tollerati in passato con permissivismo. Sono tutti risultati concreti sul fronte della legalità e della tutela della proprietà privata che ci spingono a fare ancora di più e ancora meglio".  

La sinistra attacca l’approccio dei governi di centrodestra sulle politiche per contrastare l’immigrazione irregolare ma in Europa, anche governi come quelli di Gb e Danimarca stanno attuando politiche molto rigide contro l’immigrazione.  

"Il tema della sicurezza è centrale nel dibattito pubblico ormai dappertutto, perché, ovviamente, le società avanzate dal punto di vista della democrazia aspirano a essere sempre più sicure: si è più liberi se si è più sicuri. Quindi è normale (e io da ministro dell'Interno ne ho piena consapevolezza) essere sollecitati sui temi della sicurezza. Bisogna farlo però senza contraddizioni: non è possibile che si invochino azioni più incisive, maggiori attenzioni ai temi della sicurezza ed allo stesso tempo si critichino apertamente politiche orientate proprio a garantire condizioni di maggiore sicurezza. Al netto delle importantissime misure che riteniamo di avere proposto, speriamo che sui nuovi provvedimenti che stiamo proponendo ci possa essere un'ampia convergenza, visto che su temi come quello della violenza dei gruppi di minorenni e dell'utilizzo dei coltelli e varie altre cose, tutte le forze politiche, tutti i movimenti di opinione si sono in qualche modo espressi con preoccupazione. Tanto più se si guarda a quello che succede in Europa: non c'è distinzione tra orientamenti di governi di destra o di sinistra, ma tutti stanno pensando a come adeguare le politiche di sicurezza ai problemi che emergono. Primi tra tutti la violenza delle bande di minorenni, spesso migranti o di seconda generazione. Sono condizioni di fatto ed evidenziare il problema non significa avere una posizione ideologica in un senso o in un altro. Noi con questo provvedimento, che peraltro è composto di tante misure, alcune anche semplicemente di carattere organizzativo (ad esempio per rafforzare le strutture di polizia e per semplificare i meccanismi assunzionali) crediamo di aver messo sul tavolo proposte molto equilibrate per fare in modo che su temi molto discussi negli ultimi mesi ci possa essere una convergenza da parte di tutti. In poche parole: dopo tanto parlare, vediamo ora chi è concretamente d’accordo a rafforzare gli strumenti per una maggiore sicurezza". 

Sta facendo discutere l'inserimento nel nuovo pacchetto di norme del cosiddetto 'scudo penale' per forze dell'ordine e cittadini.

 

"Fa bene a sottolineare che riguarda tutti i cittadini senza distinzioni e pertanto non si introduce un privilegio o salvacondotto a beneficio di una categoria rispetto ad altre. Non è uno scudo penale e non sarebbe neanche stato gradito dagli stessi rappresentanti delle forze di Polizia. Quando è evidente che c'è una causa di giustificazione nella commissione di un fatto, si può evitare di iscrivere nel registro degli indagati un appartenente alle forze di polizia o qualsiasi cittadino ma restano le indagini e resta la autonomia del magistrato. Nulla viene modificato e tantomeno precluso o impedito sul fronte delle possibilità di indagine o di accusa. Si tratta di una norma di buon senso. A volte quello che dovrebbe essere un elemento di garanzia, nelle nostre norme procedurali penali, ovvero l'iscrizione nel registro degli indagati, per alcuni appartenenti alle forze di polizia diventa una penalizzazione eccessiva. E quindi, semplicemente, si propone una soluzione che forse è persino ovvia per non dire banale, niente di rivoluzionario". 

E per quanto riguarda le norme contro l'immigrazione illegale?  

"C'è soprattutto un rafforzamento di alcuni meccanismi dell'espulsione degli immigrati irregolari pericolosi. L’esperienza più recente ci dimostra che è uno dei problemi più importanti che hanno tutti i paesi europei e sul quale incide un quadro giuridico a volte troppo poco orientato al risultato della sicurezza dei cittadini". 

Nel pacchetto c'è anche una norma che introduce la possibilità di interdizione temporanea del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale. E' una norma anti-ong?

 

"Non c'è nessuna norma anti ong, che non vengono neanche citate". 

Dalle opposizioni vi accusano di introdurre una norma per sanare il caso Almasri e salvare dal processo Giusi Bartolozzi. È così?

 

"E’ una illazione del tutto strumentale e totalmente falsa. Le norme su cui abbiamo lavorato hanno un impatto pari a zero sulla vicenda Almasri e tantomeno sul procedimento rimasto aperto nei confronti della dottoressa Bartolozzi". 

Nel pacchetto di norme si fa ricorso alle sanzioni amministrative per l'uso dei coltelli o per le violenze nelle manifestazioni

 

"E' un tipo di sanzione che abbiamo proposto venga applicata in maniera più estesa. La sanzione amministrativa è quella che in alcuni ambiti ha manifestato una maggiore praticità ed efficacia, rispetto anche all’innalzamento della pena, che spesso rimane lettera morta. Al contrario, con una sanzione pecuniaria e con le sanzioni accessorie come il ritiro del passaporto o della patente, di fatto si rende molto più efficace la norma e le si dà più potere deterrente. Penso al codice della strada: le persone sono molto più attente ad attenersi alle varie regole per effetto dello spauracchio del ritiro prolungato della patente che gli crea molti più problemi di una condanna solo virtuale". 

I due omicidi di Bologna e Milano ma anche la grave aggressione a Termini hanno riportato al centro del dibattito politico il tema della sicurezza nelle città. C'è un'emergenza?  

"Il tema sicurezza è molto complesso. Non posso non far notare che tutti i parametri concreti, che sono frutto dell'azione del governo, ci dovrebbero portare a dichiararci soddisfatti per la strada intrapresa e che continueremo a percorrere. Mi riferisco all'aumento degli organici delle forze di polizia, alla loro migliore distribuzione sul territorio, alle varie iniziative normative, organizzative ed operative che hanno consentito condizioni di sicurezza maggiori in alcuni ambiti molto importanti come i presidi ospedalieri, le cosiddette zone rosse, le aree coperte da operazioni ad alto impatto. Ciò nonostante, a volte anche un singolo episodio drammatico fa riemergere l'aspirazione del tutto legittima da parte della cittadinanza a un innalzamento dell'attenzione sul tema della sicurezza. La risposta non può essere sicuramente solo quella relativa al calo oggettivo dei reati, addirittura molto inferiori rispetto al passato. Ma i cittadini devono fidarsi di un governo che, da sempre, ha dedicato al tema la massima attenzione con convinzione e concretezza. Le stesse persone, i gruppi politici che oggi pensano di poterci incalzare su questo tema, quando erano al governo hanno sottovalutato o addirittura ignorato le questioni relative agli organici delle forze di polizia, le coperture del turn over, considerando la sicurezza un mero costo, con una visione miope delle politiche di sicurezza. Quando erano al governo loro hanno consentito l’arrivo di un numero molto superiore di migranti irregolari, facendo meno rimpatri. Insomma, chi ci attacca non ha i titoli per farlo. Per criticare bisognerebbe avere un po' di credibilità e coerenza. Noi siamo stati talvolta accusati di essere quasi sostenitori del ripristino di leggi autoritarie, liberticide e oppressive della libertà dei cittadini. E questo da parte di chi, allo stesso tempo, pensa di poterci criticare perché non faremmo abbastanza per la sicurezza dei cittadini. Non sono credibili le critiche da chi si lamenta dei reati commessi da immigrati irregolari che avrebbero dovuto essere espulsi, dopo avere lungamente sostenuto posizioni di netta opposizione al sistema delle espulsioni, ai Cpr e a qualsiasi iniziativa di protezione dei confini. In Italia c’è un ‘tema sicurezza’ ma non c’è una ‘emergenza sicurezza’. Siamo messi meglio rispetto ai nostri partner europei e siamo messi meglio rispetto a dieci anni fa come numero di reati, in particolare per quel che riguarda quelli più gravi come gli omicidi. Possiamo e dobbiamo fare di più e meglio ma senza cedere all’allarmismo". (di Giorgia Sodaro) 

 

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