Il Teatro Carcano inaugura la tournée nazionale di “Poveri Cristi” uno spettacolo ideato e interpretato da Ascanio Celestini che da voce agli ultimi all’insegna del “Cristo non è sceso dal cielo, ma è salito dalla terra”. Dal 16 al 18 gennaio 2026.
L’impegno sociale si esplicita con vivida lucidità nel lavoro di Celestini, le cui origini hanno permesso di costruire giorno per giorno un’anima sensibile ed attenta a chi è più svantaggiato, a chi in sostanza non ha voce, per trasformare l’esistenza quotidiana di tante persone in un quadro dai mille colori, quelli di un’umanità vagante e apparentemente senza futuro.
Celestini si muove in un terreno ampiamente conosciuto, sperimentato ed esplorato con gli occhi liberi da pregiudizi e preconcetti, la periferia di Roma. La carrellata di personaggi, per nulla immaginari, si dipana tra persone senza cultura, umili lavoratori, disadattati, emigranti stranieri, offrendo uno spaccato della società multietnica così lontana da tutto quanto sta “in alto”. Eppure, questi “ultimi della classe” prendono voce, trovano una loro dignità fatta di sacrificio, di umiliazioni, da difficoltà ma tutto lontano dal pietismo che l’autore non vuole entri nel suo racconto. Il suo esercizio è invece quello di raccontare, attraverso una serie di interviste realizzate nel corso degli ultimi dieci anni, l’arte del compiere il miracolo di restare al mondo, nonostante tutto e tutti.
E allora ecco il facchino eritreo, scampato a violenze e naufragi, l’addetto del cimitero di Lampedusa, il razzista, il magazziniere analfabeta, la “vecchia” saggia che insegna come per apprendere la cultura non servono soldi, ed altri personaggi. In questo percorso di varia umanità si inserisce il sottofondo musicale del jazzista Gianluca Casadei, frutto di un’alchimia magica con il narratore, fatto di improvvisazione e giocando sul suono delle parole e della musica.
“Io cerco di scrivere in una lingua comprensibile per tutti – afferma Celestini - Ma non è una lingua che parlo io. È quella che “trascrivo” dalle interviste che faccio e ho fatto in questi anni. Scrivere e raccontare con la lingua degli altri (vorrei dire del popolo), questo faccio. Questa, per me, è una lingua nuova che scaccia via tutte le altre lingue. È nuova perché è comprensibile. Le altre sono vecchie perché non si capiscono più”.
I personaggi di “Poveri Cristi” non aspirano a diventare famosi, sono lontanissimi dai “palazzi che contano” (e sicuramente non ambiscono a frequentarli) ma Celestini riesce perfettamente nell’esercizio di dar loro una parola e una visibilità che li eleva e ne sublima l’esistenza stentata. La parabola di Gesù nella quale “…gli ultimi saranno primi…” risuona nelle testimonianze raccolte e portate con successo a teatro (dopo la pubblicazione del libro realizzato a cura di Einaudi) con quella lente d’ingrandimento che si chiama dignità nella quale alberga la grandezza di un essere umano, più felice di quanto si possa credere.
“POVERI CRISTI”
di e con Ascanio Celestini
musica Gianluca Casadei - suono Andrea Pesce - organizzazione Sara Severoni -
produzione Fabbrica e Teatro Carcano distribuzione a cura di Mismaonda
con il contributo di Regione Lazio
Teatro Carcano, Corso di Porta Romana 63 – Milano - www.teatrocarcano.com
16 gennaio ore 19.30 / 17 gennaio ore 20.30 / 18 gennaio ore 16.30