La lettera alle autorità cittadine, in primis sindaco e assessore all’Urbanistica, è stata inviata tramite Pec. E l’appello a Busto è chiaro: proteggere il centro storico e rivalutare il progetto per costruire un nuovo, voluminoso condominio tra via Borroni, via Pozzi e piazza Vittorio Emanuele II. Perché la realizzazione di un edificio residenziale in un punto inutilizzato del tessuto urbano dovrebbe suscitare una simile richiesta? Il mittente, un residente della zona, elenca una serie di motivi.
Procedendo con ordine, l’edificio che dovrebbe trovare posto a ridosso della Ztl (ovviamente si tratta di iniziativa privata) è un condominio di sei, sette piani che sui siti immobiliari viene definito “sintesi di eleganza e innovazione”. Appartamenti di pregio a un costo che oscilla, grosso modo, tra i 4.000 e i 5.000 euro al metro quadro (si va dai 520.000 euro circa per una soluzione ai piani bassi a 1,2 milioni per il sesto piano). Il cittadino elenca una serie di criticità. La prima: l’immobile, probabilmente bello in altri contesti, nulla ha a che fare con ciò che lo circonda, dagli edifici storici della piazza al vicinissimo Palazzo Cicogna, alle ex carceri. Secondo rilievo: presumibile impatto pesante su via Borroni, appena rimessa a nuovo, e sulle stesse prigioni austriache, la cui sistemazione viene definita “da applausi”. Terza e non meno importante sottolineatura dedicata all’esito, nelle immediate vicinanze, di operazioni immobiliari ambiziose. Gli esempi di insuccessi o comunque di risultati lontani dalle aspettative non mancano, dalle innumerevoli difficoltà riscontrate con il rifacimento di piazza Vittorio Emanuele e degli edifici vicini al recupero abortito dell’immobile tra via Zappellini, piazzetta Cristoforo Colombo, vicolo Landriani.
«Che cosa dobbiamo aspettarci?» si chiede il cittadino che allarga la riflessione e tocca il tema, complesso, dei "margini di manovra" per la Pubblica Amministrazione: «Quale strategia abitativa c'è alla base di un progetto così aberrante? Vi chiedo di prendere a cuore, una volta di più, la Vostra Città. Vi chiedo di rivalutare quanto è stato proposto e chiedere un serio e drastico ridimensionamento della costruzione (...) Vi chiedo di non vanificare i vostri sforzi per smarcare Busto Arsizio da nomee poco consone al suo prestigio, alla sua storia e al suo vero e onesto valore».
Di seguito, il testo integrale della lettera, inviata all'attenzione del sindaco, Emanuele Antonelli, dell'assessore all'Urbanistica, Luca Folegani, della presidente del Consiglio comunale, Laura Rogora.
Molto spesso, a buon titolo, attraverso i canali di comunicazione istituzionali e non, esprimete il vostro amore per la Città di Busto Arsizio che rappresentate. Molto spesso, fate del vostro essere Bustocchi oggetto di vanto e motivo di orgoglio. Molto spesso, le iniziative della Vostra Amministrazione sottolineano l'importanza della Città di Busto Arsizio a livello territoriale, regionale e nazionale. Questo vi fa molto onore ed è motivo di grande apprezzamento. Ebbene, credo che ora sia arrivata una nuova occasione per dimostrare tutto il vostro attaccamento alla Città.
Il progetto, recentemente presentato a mezzo stampa, di una nuova costruzione in Via Monsignore Paolo Borroni, è una ferita all'anima della nostra Città. Un palazzo moderno. Una costruzione di sette piani. In pieno centro storico.
Vi prego, nelle sedi di vostra influenza e competenza, di fermare e rivalutare seriamente quel progetto e di rendere giustizia sia alla Vostra amata Città, sia al vostro duro lavoro per portarne sempre alto e fiero il nome. Vi invito a riflettere su tre punti, usando buon senso, logica e senso civico.
Per prima cosa, questa nuova costruzione si inserirebbe nel contesto del centro storico dove sono presenti edifici con stili architettonici armoniosi tra loro e dove il recupero delle costruzioni preesistenti ha sempre prevalso rispetto alla costruzione di nuove strutture. I cortili di via Pozzi, la storica Piazza Vittorio Emanuele, il prestigioso Palazzo Cicogna. Con quale coraggio architettonico pensate sia corretto inserire un edificio ultramoderno di sette piani in questo contesto? Quale valutazione è stata fatta dalle Commissioni preposte?
In secondo luogo, la Vostra Amministrazione sta per concludere l'opera di restauro delle Vecchie Carceri. Un'opera importante, mirabile, che ridarà vita e valore ad un'area da troppo tempo dimenticata della nostra Città. Sono state investite ingenti risorse. Anche la pavimentazione della stessa Via Borroni è stata oggetto di grande rivalutazione (con lavori ingenti e invasivi). Un'opera da applausi sia per qualità e gusto della realizzazione, sia per il tempo impiegato. Quale sarà l'impatto del futuro (probabile) cantiere su queste opere? Quale sarà l'impatto sulla viabilità, sul manto stradale appena rifatto, sul vicino cantiere in via di conclusione? In Italia siamo spesso noti per "fare e disfare"... spero che la nostra Busto possa vantarsi per non essere così etichettata.
Da ultimo, questa nuova futura costruzione andrebbe ad inserirsi in un contesto abitativo del centro cittadino già molto complesso. Credo sia nota a tutti la situazione drammatica in cui versano le costruzioni della vicina Residenza del Conte, dove buona parte degli appartamenti risultano ancora invenduti (a distanza di quasi 10 anni da una ricostruzione che non è mai uscita definitivamente dalle cronache locali se non altro per via delle condizioni in cui versa costantemente la pavimentazione della Piazza Vittorio Emanuele) e dove le piazzette interne sono spesso luogo di scorribande e malcostume. La Residenza del Conte non è l'unico neo in un centro cittadino ben lontano da essere abitativamente prestigioso. Basti pensare all'imponente costruzione che si affaccia su Via Zappellini e raggiunge la Piazzetta Colombo che risulta fatiscente e abbandonata da anni.
Cosa dobbiamo aspettarci? Un ennesimo ecomostro? Un'ennesima incompiuta? Quale strategia abitativa c'è alla base di un progetto così aberrante?
Vi chiedo di prendere a cuore, una volta di più, la Vostra Città. Vi chiedo di rivalutare quanto è stato proposto e chiedere un serio e drastico ridimensionamento della costruzione. Vi chiedo di proteggere e ripensare il centro storico della Vostra amata Città come uno spazio per i cittadini e non per il cemento. Vi chiedo di non vanificare i vostri sforzi per smarcare Busto Arsizio da nomee poco consone al suo prestigio, alla sua storia e al suo vero e onesto valore.
L.F.