Era ancora buio quando il gruppo di camminatori si ritrovò al punto di partenza. L’aria profumava di terra umida e legna, e la Valle, silenziosa, sembrava attendere il loro passo. Ma non erano soli: al loro fianco, cinque amici a quattro zampe scodinzolavano impazienti, pronti a guidarli verso l’alba.
Blanca, cagnolina dal pelo bianco come neve fresca, era la più calma del gruppo. Camminava accanto ad Adele, la sua padrona, osservando ogni cosa con occhi pieni di dolcezza. Era lei, di solito, a fermarsi per prima davanti a un panorama, come se capisse quando era il momento di respirare la bellezza del mondo.
Mia, invece, era un turbine di energia: piccola ma vivace, correva avanti e indietro sul sentiero, controllando che la sua padrona non restasse indietro. Ogni volta che qualcuno si fermava, tornava indietro per incoraggiarlo con un guaito e uno sguardo pieno di allegria.
Toffee, con il suo manto color miele, era l’amica saggia. Amava il ritmo lento, il suono dei passi tra le foglie e il vento che scompigliava il pelo. Camminava accanto a Daniela, la più taciturna del gruppo, e sembrava capirla senza parole: bastava uno sguardo, e Toffee sapeva se era il momento di una pausa o di riprendere il cammino.
Athena era una cagnona fiera, dal portamento elegante e lo sguardo intelligente. Ogni volta che il gruppo doveva scegliere una direzione, si piazzava davanti e scrutava l’orizzonte, come una guida antica. Bino, il suo padrone la chiamava “la dea del sentiero”, e nessuno osava contraddirlo.
E infine Romeo, il più anziano. Con le orecchie grandi e gli occhi curiosi, non smetteva mai di scoprire: pozze d’acqua, tracce di animali, profumi nascosti tra i cespugli. Era la gioia pura del cammino, l’entusiasmo che contagiava tutti, e quando il sentiero si faceva ripido preferiva farsi portare in braccio.
Camminarono insieme per ore, tra boschi di gelsi e rubinie lungo il fiume salendo verso una radura da cui si vedeva tutta la valle. Lì, mentre il sole iniziava a scaldare l’aria, i cinque cani si sdraiarono vicini, fianco a fianco, come se anche loro sapessero che quel momento era sacro.
I camminatori si sedettero accanto a loro, in silenzio. Nessuno parlò: non servivano parole. C’erano solo i respiri, i battiti dei cuori, il vento tra i rami e la sensazione di essere parte di qualcosa di più grande.
Quando ripresero il cammino, qualcuno disse sottovoce: "Forse siamo noi ad accompagnarli… ma sono loro che ci portano davvero lontano". E così, passo dopo passo, continuarono sul sentiero dei cinque cuori.
Buona vita, buon cammino.